Ci sono volte in cui si è convinti di una cosa prima ancora di conoscere davvero i fatti. Non parlo di chi a stento ha la capacità di congiungere due frasi con la corretta sintassi ma poi, guardando uno squarcio nero su una tela rossa, si sente in grado di commentare “e che ci vuole, sapevo farlo anch’io”: fino a quando non avrai uno straccio di cultura dell’arte Lucio Fontana è un artista e tu sei un coglione … poi, quando saprai di cosa stai parlando, magari potremo discutere del fatto che effettivamente uno squarcio nero su una tela rossa sapevo farlo anch’io.
Non parlavo di questo genere di preconcetto comunque. Parlo di quelle convinzioni innate, quelle che ti sorgono dentro a prescindere da tutto e che poi, scavando a fondo, scopri essere corrette. Parlo di quei casi in cui la prima impressione è quella giusta, come quando ho capito subito che quelli chi scrivono su LiberaMartina sono tutti froci da orgia sadomaso o troie con una freudiana invidia del pene: io non conosco questa gente, eppure sono sempre più convinto che sia così!
Allo stesso modo, dalla prima volta che ho sentito il suo nome, sono convinto che Facebook sia qualcosa di profondamente malvagio e maligno ed ho cominciato ad odiarlo con ogni fibra del mio corpo sudista.
Nella classifica delle cose che voglio vedere morte Facebook è in testa, seguito da Hamilton, gli artisti di strada, i conigli che attraversano le vie di campagna, Ratatouille e Ligabue. Non pensiate che sono così bastardo da desiderare che a queste entità inutili e dannose succeda qualcosa di male: io non voglio che spariscano, o che passino in secondo piano, VOGLIO CHE MUOIANO, cazzo, li voglio maledettamente, completamente, irrimediabilmente morti.
Vi annuncio che comincia oggi la mia missione per uccidere Facebook.
E’ aperta la campagna di reclutamento volontari. Per unirvi all’operazione “brucia maledetto bastardo brucia” sono richiesti solo alcuni requisiti: essere maschi eterosessuali (la missione richiederà l’uso del cervello, per cui eliminiamo a priori coloro che di certo non ne hanno uno), aver ucciso almeno una volta nella vita un essere vivente provandoci gusto (la pietà è debolezza, la debolezza porta alla sconfitta), non aver mai familiarizzato con gente come quella di Palazzo Nuovo, avere un computer.
Sarà una battaglia difficile, le possibilità di vincere sono poche e i nostri nomi non rimarranno alla storia se ce la faremo, ma è qualcosa per la quale vale la pena combattere, perché Facebook deve essere fermato prima che sia troppo tardi, perché la libertà viene aggredita da un cancro letale che si insidia sempre più in profondità dentro di lei ogni volta che un nuovo pirla si iscrive a Facebook, perché questo è ciò che Mike Bongiorno avrebbe voluto che facessimo, pace all’anima sua.


Se hai bisogno di un valido combattente sai dove trovarmi!!! io ci sono!!!
è poi proseguita la tua battaglia contro facebook?
se è così vorrei conoscere qualcosa di questa tua iniziativa. Anche io, come te, ritengo facebook uno dei peggiori mali telematici attualmente esistenti….
Saluti.
Dario
Siamo fermi alla campagna reclutamenti a causa delle ancora scarse adesioni, appena ci sono sviluppi ne darò notizia sul blog… la prima idea è un attentato kamikaze, ma bisogna capire come visto che i siti non hanno una sede geografica
Ciao; sono uscito dal tunnel facebook con fatica; e difficilecancellare il contatto e le ripercussioni sulla psiche non si contano, ma ne sono fuori, bruttissima sensazione… tipo meglio soli che male accompagnati.
vi prego dimostratemi il contrario; sono pronto alla guerra. Li odio tutti, desidero la distruzione del loro sporco, verminoso, marcio sistema di scambisti mascherati.
Preferisco regnare sull’inferno piuttosto che servire in paradiso…
[...] di chi sa vedere solo due dimensioni. A poco sono serviti i nostri appelli, a nulla sono servite le nostre invettive: eravamo predicatori di strada che gridavano da un pulpito di cartone ad un pubblico che non [...]