
ahhhhhhhh
Beyoncè Knowles ha pubblicato a novembre “I Am Sasha Fierce”, un album dal titolo poco incisivo che per più di metà dell’ascolto offre lamenti lagnosi e vocalismi simili a vagiti, tanto che per quel che mi riguarda il titolo più adatto sarebbe stato “Fingerbang”. Il terzo lavoro solista da studio dell’artista che ospita abitualmente nella propria fessura verticale intercosciale l’organo riproduttivo di Jay-Z, tuttavia, contiene alcuni pezzi di una qualche rilevanza e nel complesso non si fa disprezzare, almeno non quanto le deplorevoli prestazioni cinematografiche della cantante che lo interpreta.
Nel video del primo singolo estratto dall’album, “If I were a boy”, la telecamera si sofferma a lungo sul viso della cantante o cmq su altri particolari, lasciandoci notare solo in pochi frangenti il terribile misfatto, quello che invece viene denunciato fortemente, gridato, quasi urlato a megafono acceso nel video successivo (Single Ladies): un culo grosso come una casa. Un body infilato nella fessura verticale di cui sopra e agganciato alle gracili spalle che ingannevolmente evocano un fisico magro è tutto ciò che occulta le nudità della cantante in questo video, mostrando così in tutta la sua enormità quel sedere mastodontico e quelle cosce assetate di carboidrati.
Un rapido excursus della carriera di Beyoncè ci mostra come le sue chiappe siano negli anni cresciute esponenzialmente, nutrendosi degli occhi vogliosi dei neri che guardano BET e della loro idea distorta di bellezza, ed abbiano preso il sopravvento sul resto dell’organismo, come un tremor che spunta dal sottosuolo per divorare tutto ciò che c’è di buono in superficie.
Ebbene, CENSURATE IL VIDEO di Single Ladies!
“Ma Esse-P, perché vuoi che suddetto video musicale venga estraniato dai palinsesti delle emittenti televisive del settore? In fondo il contenuto del brano è affine alle tue opinioni riguardo alla struttura dei nuclei più elementari della società!”
Caro il mio lettore immaginario che ha osato rivolgermi ancora la parola e stanotte finirà sgozzato in un pozzo di campagna come tutti gli altri personaggi della fantasia che ho conosciuto durante la mia infanzia, capisco che ai tuoi occhi stolti e poco lungimiranti ed al tuo linguaggio bizzarro e vagamente gay possa sembrare che il video di “Single Ladies” non sia una minaccia per la nostra vita quotidiana. Anzi, una canzone che incita le donne a infilarsi un anello al dito e fare le mogli, in effetti, si schiera dalla parte giusta, quella di chi vuole finalmente curare tutti i mali del pianeta riportando l’ordine sociale al solo ed unico modo giusto possibile, quello pre – movimento femminista.
Purtroppo però non basta cantare due frasi sensate nel ritornello per mascherare quanto di male video come questi producano alla società: oggigiorno le migliaia di natiche trabordanti che ci circondano non hanno più vergogna a mettersi in mostra, anzi tentano di attirare la nostra attenzione con jeans a vita bassa, esibendo un solco verticale come a dire “sì, sono larga come un pallone aerostatico, ed ho anche una sorella gemella”. Male, molto male! Crescendo in un mondo senza bellezza ci dimentichiamo cosa essa sia e presto non saremo più in grado di riprodurla. Chi dovrebbe difendere la bellezza nelle nostre città esce di casa la mattina e vede un mondo di culi larghi, e poi progetta la Nuvola di Fuksas… ci sarà un nesso!
Propongo che il governo stanzi dei fondi per la lotta alle chiattone ed alla cellulite, con pattuglie che vigilano affinché le ciccione si coprano a sufficienza e sgravi fiscali a vantaggio delle sedicenni che pesano meno di 55 chili.
“I don’t think you’re ready for this, my body is too bootyliciuos for you“… stai zitta, cicciona, ormai sei vecchia!
P.S.:
c’è da ammettere però che la coreografia di “Single Ladies” è impressionante.

La mia futura ragazza ha 17 anni e pesa 47 chili
io sono con te.
°_°!