Archivio per la categoria 'Fatti e fattoni di casa nostra (News)'

27
ott
08

Tagli sì, tagli no, tagli forse

Innanzi tutto ci tengo a specificare che qualunque sia l’opinione che un cittadino ha nei confronti dell’operato di un Ministero, tale opinione deve essere disgiunta da quella relativa al ministro: sia chiaro che il ministro è un avatar, è un bamboccio che si mette davanti alle telecamere per interfacciarsi con i cittadini e comunicare con loro riguardo i provvedimenti del Ministero che rappresenta. Di per sé qualunque ministro non sarebbe capace neppure di infilarsi il profilattico dalla parte giusta.

Detto ciò, vi renderete conto di come il ruolo di un ministro sia comunque molto delicato: in una realtà nella quale i giornalisti dicono il cazzo che vogliono, i lettori e gli spettatori capiscono il cazzo che vogliono, i blogger sparano le cazzo di stronzate che vogliono, se l’informazione parte distorta il risultato è uno sbocciare di cazzi come fossero margherite in un campo assolato in primavera. Ed ecco che il meccanismo si inceppa: se il ruolo di Ministro dell’Istruzione viene affidato ad una donna partiamo già col piede sbagliato. “Donna” e “istruzione” sono due concetti che devono essere tenuti a debita distanza, così come “arte” e “produzione cinematografica italiana, francese e peggio ancora indiana, russa e cazzate del genere”; i rischi nel mischiare questi concetti tra loro sono enormi, gli effetti devastanti.

Tutto ciò risponde al comune buon senso, quello che è mancato al governo di destra per due volte: prima con la Moratti e poi con la Gelmini, ma va bene, abbiamo un Avatar dell’Istruzione imbecille e malvestita, ma pur sempre di avatar si tratta. E i giocatori che si nascondono dietro quest’avatar? Chi sono? Che vita fanno? Come stanno conducendo l’operato del quale sono incaricati?

Non ho risposte a queste domande, e sinceramente me ne sciacquo parecchio i pendenti.

Ciò che davvero mi fa incazzare non sono loro, ma i loro antagonisti, quella massa informe di letame fresco che affolla i banchi scolastici di facoltà dai nomi impronunciabili e dall’utilità indiscutibilmente nulla.

Da ché ho memoria (la mattina del primo dell’anno questa indicazione temporale va tradotta con “da cinque minuti fa”, ma in questo caso intendo da 12 anni a questa parte) per ogni legge che ha tentato di modificare il sistema scolastico c’è sempre stata una massa di fannulloni che è scesa in piazza, ha occupato le scuole ed ha acceso spinelli in aula magna; l’unica cosa per la quale non ho sentito grandi lamentele è stato il 3+2 dell’università, che guarda caso è esattamente il cambiamento che ci sta entrando più in profondità nel fondoschiena, giorno dopo giorno.

Lo studente che protesta non è un ragazzo che si interessa della politica e di ciò che gli succede intorno: lo studente che protesta è un cazzone pirla figlio di una cagna che la mattina si sveglia alle 11 con gli occhi così rossi che se gli unisci i capillari nel bulbo esce la scritta “skunk mode on”, attraversa tutta via Po con la kefiah al collo e va ad esaltare l’assoluta insignificanza della sua esistenza frequentando scienze politiche a Palazzo Nuovo. Il problema non sono le riforme, di destra o di sinistra che siano, il problema sei tu che studi al Dams, a Scienze della comunicazione ed a <ramo della psicologia che non esiste e non ha nessunissimo senso>, o a qualunque altra cazzata che i rettori hanno inventato per dare la possibilità ai senzafuturo come te di sprecare altri 6-7 anni della propria vita.

Le riforme dell’Istruzione sono praticamente sempre dannose, è vero, ma in percentuale il danno che producono è nullo rispetto a quello che produci tu, idiota.

Toglietevi dalla testa questa cazzo di convinzione che l’università sia un diritto sacro: il diritto è quello che possa accedere all’università chiunque ne abbia le potenzialità, non chiunque abbia una mano per firmare un foglio di iscrizione.

Tagliare i fondi, non tagliare i fondi … facciamo che tagliare le palle a questi perdigiorno che si credono intellettuali perché hanno scritto su uno striscione “l’università non si tocca” mentre la gente seria era in aula ad imparare quanto meno quelle due cazzate in croce che questo sistema universitario è in grado di insegnare.

Prego la dea Atena tutte le notti affinché scenda dall’Olimpo per illuminare le menti dei fattoni con la kefiah di Palazzo Nuovo che passano tre esami all’anno e se li passano è solo perché l’università italiana è il puttanaio dell’Istruzione mondiale e loro stessi hanno contribuito a renderla tale. Dea Atena, illumina le loro menti, oppure bruciali tutti e mandali all’inferno dove demoni-mailali continueranno a bruciarli e a pisciare sulle loro ustioni in eterno. Amen.

15
set
08

Non tornate più a prenderli

Mentre Heroes, fedele all’idea di trattare di evoluzione, muta passando da “show mediocre” a “show ridicolo” prima di raggiungere lo stadio evolutivo finale e degenerare in “Lost”, i palinsesti autunnali si arricchiscono di nuovo letame che fertilizzerà i verdi prati della volgarità in cui brucano felici i caproni della mandria del telespettatore italiano medio. Ricomincia infatti stasera “L’isola dei famosi”.

Sincronizziamo gli orologi perché ci terrei che ci organizzassimo per liberare tutti insieme all’unisono un grande E CHI SE NE FREGA!

Diciamo le cose come stanno: i reality sono l’equivalente moderno della caccia alle streghe, ossia il motivo per il quale in futuro i posteri guarderanno a noi come ad un popolo di stupidi ignoranti zoticoni. Ogni volta che inizia un reality un pezzettino del genoma umano, in cui hanno sede le qualità intellettive che con un difficile ed estenuante processo evolutivo abbiamo conquistato, va in fumo. Se il progresso culturale di una società fosse Greenpeace, i reality sarebbero la petroliera che si spezza in due al largo del pacifico, prende fuoco, uccide tre balene, estingue una decina di specie di pesci e annienta due kilometri di barriera corallina; e tra tutti i reality l’isola dei famosi sarebbe il tipo che va sulla spiaggia imbrattata di petrolio in cui i volontari ambientalisti lavorano alacremente per salvare gli animali e si mette a svuotare centinaia di bombolette di lacca spry.

Mi è capitato di vedere qualche pubblicità del programma e, accecato dall’indignazione (e dalla diarrea che in questi giorni è tornata ad affliggermi) ho recepito solo due nomi tra tutti i perfetti sconosciuti che si ostinano a chiamare famosi: il primo è Massimo Ciavarro, degno esponente di una razza di imbecilli capitanata da Gerry Calà e Massimo Boldi, un attore la cui esistenza è rilevante solo per aver recitato in Sapore di mare 2 (uno dei film che mi fa vergognare di essere nato negli anni ottanta) e per essere stato citato da J Ax in Funkytarro (quel fattone pseudomettallaro stonato e senza senso del ritmo può essere incapace quanto volete, ma c’è da dire che è stato precursore della zarria 7 anni prima che diventasse di moda nell’hip-hop italiano) “tarro come Massimo Ciavarro”. Il secondo nome è Belen Rodriguez, una delle più grandi fighe che abbia mai fatto da complemento d’arredo alle scenografie dei programmi televisivi italiani; una ragazza che è talmente un clichè vivente che a sentire la sua biografia quasi non ci si crede: sudamericana, gnocca, diventa valletta in un programma tv in Italia, fa un calendario, si mette con un calciatore, partecipa ad un reality. God bless Belen Rodriguez!

Sono abbastanza rassegnato all’idea di star vivendo il momento intermedio tra la caduta del muro di Berlino ed il giorno in cui ci ridurremo tutti come in Idiocracy, ma mi ostino a sperare che questa barca di rifiuti organici alla deriva che è la nostra società possa ancora invertire la rotta, liberarsi del marciume e tornare sulla diritta via. Ma per farlo occorre dare un segnale forte di cambiamento: non basta che cambi il presidente degli USA, deve cambiare ciò che in modo più diretto influenza le nostre vite, deve cambiare la televisione; e quindi io dico: LASCIATELI Lì, NON TORNATE Più A PRENDERLI! E’ un sacrifico umano che possiamo sopportare per salvare il nostro futuro: nessuno ha bisogno di un Massimo Ciavarro e, certo, all’inizio sarà difficile convivere col rimorso di aver lasciato morire un dono del cielo come Belen, ma col tempo ce ne faremo una ragione e prima o poi anche Boriello, non più gravato dal difficile compito di dover essere all’altezza, ogni giorno, di scopare con una simile strafiga, tornerà a giocare bene, e anche il calcio italiano ci avrà guadagnato qualcosa.

Sarà solo il primo passo, poi dovremo continuare su questa strada, magari castrando o infibulando ogni singola persona che segue L’isola, ma il gesto di lasciare lì quei quattro deficienti sarà d’esempio per chi verrà dopo di noi.

Abbandonarne uno per educarne cento!

11
set
08

Misscusi, si può girare? Devo guardarle il culo

Non sto seguendo Miss Italia, ho smesso di seguire la trasmissione anni fa, quando hanno iniziato a farla durare una settimana ed hanno aumentato il tempo in cui far parlare le concorrenti. Tuttavia è difficile restare all’oscuro di ciò che accade sulla passerella di <posto in cui non sono mai stato e di cui non mi fotte un emerito piffero> poiché, anche nel giorno della commemorazione dell’evento più significativo del secolo che stiamo vivendo, giornali, pseudo-giornali, telegiornali e siti di raccolta delle più grosse balle della rete come libero.it non hanno nulla di meglio da fare che parlare del concorso di bellezza più barboso d’Italia.

Immancabili sono arrivate le polemiche: l’anno scorso i cumuli di sterco che critici e commentatori hanno al posto della materia grigia si sono arrovellati sulla questione del lato B, adesso invece il signor  Noccioliero Testadicazzo Liguri, ha addirittura parlato di Miss Italia come di “violenza verso le donne”.

«È una cosa schifosa, è il mercato del bestiame, povere ragazze… È roba da nazismo: siamo contro la prostituzione in strada e però non diciamo nulla contro quella televisiva. Io dico che Miss Italia è la più grossa violenza contro le donne, un esempio di inciviltà e lancerò una campagna contro tutto questo, sperando che qualche grande sponsor voglia appoggiare il mio progetto».

[Pausa]

[Mi sgranchisco le dita]

[Faccio un profondo respiro]

Maledetto figlio di una cagna in calore che permette a marinai ubriachi di stuprarla sulla banchina in gruppo in cambio di una banconota da 10€ e che dopo dà anche il resto, ma le pensi davvero le stronzate che dici o ti capita di guardarti mentre parli come se fossi un altro stile Tyler Durden?

Per chi non lo conoscesse Noccioliero Liguri è il tipico esempio di esimia testa di minchia che ha fatto i soldi senza nessun motivo razionale (come Ligabue, possa San Bartolomeo portarselo via ora, mentre scrivo). La sua

fama è dovuta principalmente al fatto che suo padre aveva una macchina fotografica in casa e, in secondo luogo, ad aver avuto la fortuna di farsi commissionare il lavoro più facile della storia dell’umanità: scattare foto di bambini di razze diverse vestiti malissimo e messi uno di fianco all’altro su uno sfondo bianco. Tradotto in atto pratico il suo impegno in questo lavoro consisteva nell’arrivare quando era già tutto pronto, mettere a fuoco (non necessariamente nel modo corretto), scattare e aggiungere sotto una scritta bianca su fondo verde “Maletton”, il tutto a cifre astronomiche e con un ritorno di immagine grosso come il Titanic nel sedere di un rachitico. Col passare del tempo, poi, è arrivata la fama, per cui ora il suo mestiere è firmare a proprio nome le belle foto di apprendisti sottopagati ed essere intervistato per dire puttanate.

Ora, caro Noccioliero, posso chiamarti Noccioliero? No? Ok, ti chiamerò Fessuraperespellerelefeci. Dicevo, caro Fessuraperespellerelefeci, facciamo che io domani mi sposo, nel giro di un paio di settimane torno dal viaggio di nozze e porto mia moglie nella nostra casa, la prima volta che mi fa scuocere la pasta le spacco una sedia sul cranio e la gonfio di pungi, e continuo a far questo tutte le settimane fino all’anno prossimo quando ricomincia Miss Italia, a quel punto la lego al divano, accendo su Raiuno e la costringo a guardare: dici che mi danno più anni di galera per la storia delle cinghiate o per quella di Miss Italia? Oppure sai che faccio, prendo 6 milioni di persone appartenenti ad una sola etnia, li porto in un campo di sterminio e li trasformo in saponette, ma prima li costringo a guardare Miss Italia; dici che le Nazioni Unite mi processano per la prima o per la seconda cosa?

Se davvero un grande sponsor dà dei soldi a sto stronzo per una campagna contro Miss Italia la faccio io la parte di Tyler Durden e faccio crollare il grattacielo dello sponsor. Una campagna contro cosa poi, contro ciò che c’è di più naturale ormai nella nostra società di oggi: una ragazza in costume in tv.

- «Le ragazze nei concorsi di bellezza sembrano tanti culatelli - ha detto -. Sfilano in mutande come a un mercato, è degradante. La bellezza è personalità e individualità».

No, pirla, la bellezza non è personalità ed individualità: la mia prof di Tecnologia ha personalità ed individualità ma è brutta come la morte che si è presa la malattia di Terri Schiavo. E poi non parlare di violenza sulle donne tu che hai fatto violenza ai miei occhi con foto come questa

ed al buongusto con foto come questa

Come se non bastasse altre sono le polemiche sviluppatesi intorno a Miss Italia quest’anno: molte persone che dovrebbero usufruire della pensione di invalidità per minorati mentali (dove per “pensione di invalidità per minorati mentali” intendo “morte assistita”), detti anche giornalisti, hanno sostenuto che le ragazze sono troppo magre.

CHE.CAZZO.VUOL.DIRE? E’ un concorso di bellezza, dovevano forse scegliere le ciccione con la cellulite e le maniglie dell’amore? Anzi, sapete una cosa, mi hanno convinto: voglio protestare anch’io perché le reginette di bellezza sono troppo magre. Ma non solo: voglio protestare anche perché i giocatori di pallavolo sono troppo alti, i pugili troppo muscolosi, i cantanti troppo intonati e i fruttivendoli hanno troppa frutta sul banco: è un insulto verso le donne. E’ tutto un grande insulto verso le donne. L’omino rosso o verde del semaforo è un insulto verso le donne, l’esperimento del Cern a Ginevra è un insulto vero le donne, il cappello in Chiesa è un insulto verso le donne, la nuova Panda è un insulto verso le donne, il protezionismo è un insulto verso le donne.

In questo immenso coro di insulti credo che nessuno noterà se dico ad alta voce “Noccioliero Liguri è una checca isterica a cui ieri è venuto il ciclo”!

P.S.:

Il lato B DEVE essere mostrato, fa parte della bellezza di una miss, anzi è un parametro fondamentale. L’unica cosa è che non bisogna porre la questione come “miss, potrebbe voltarsi per permetterci di valutare il suo lato B?” bensì come “shake your motherfucking ass, bitch”.

20
giu
08

Rumors

 Da quando il mondo ha smesso di avere un senso e le monarchie hanno cominciato a crollare, la gente, o come si chiamava quando il mondo aveva ancora un senso “il gretto popolo ignorante”, ha iniziato a recriminare un diritto dopo l’altro. Così l’umanità ha dovuto assistere a notevoli cambiamenti repentini: nel giro di pochi secoli un monarca prima non poteva più disporre a suo piacimento della vita dei sudditi, poi non poteva più usare la bocca dei sudditi come orinatoio, poi non poteva più ingravidare le figlie dei suoi sudditi per sport, … e così via fino a scomparire come monarca ed essere sostituito da una più ampia classe detta “ricca borghesia” o come si chiama oggi “figli di papà con la coca sotto il naso”.

Comunque sia, i tempi sono cambiati, le strutture sociali sono cambiate, ma il gretto popolo ignorante continua a rivendicare nuovi diritti, ed ogni volta che se ne inventa uno nuovo prende in mano i testi sacri delle principali religioni monoteiste (o come si chiamano oggi “le multinazionali della fede”) e trova il modo di dimostrare che tale diritto è inalienabile ed è scritto a caratteri cubitali Arial Nerrow 64 nella storia dell’umanità. Così sono arrivati il diritto allo studio, le 8 ore lavorative, il diritto alla salute, il diritto al voto, e tutte quelle altre cazzate per le quali un ritardato mentale qualsiasi, o peggio ancora una donna, oggi crede di poter fare qualunque cosa. Ma va bene così, fa comodo a tutti avere dei diritti, così possiamo nasconderci dietro di loro quando siamo immersi nella nostra totale negligenza e passiamo la vita a grattarci le palle.

L’ultimo ritrovato nel settore è il diritto alla privacy. E’ una innovazione piuttosto recente perché figlia di una società che non ha un cazzo da fare: nel medioevo se tra una giornata a spostare massi ed una a zappare vigne il tuo collega di lavoro ti diceva che il capo si sbatteva la segretaria tu te ne dimenticavi dopo 20 secondi perché nel frattempo i bubboni della peste ti davano prurito e quella brutta infezione al colon ti aveva fatto cagare addosso per l’ennesima volta (negli stessi pantaloni peraltro). Oggi invece nessuno ha di meglio da fare che farsi i cazzi degli altri, tanto che sono nate categorie professionali apposite per questa necessità, come il coglione della trasmissione di Maria De Filippi, la velina, il cantante scarso e il politico (e Paris Hilton, che fa categoria a parte). Ma la legge del mercato vuole che ci sia offerta dove c’è domanda, per cui accettiamo senza condividere e ci sta bene così.

Ma a un certo punto qualcuna di queste teste di cazzo che dovrebbe trovarsi un vero lavoro decide che devono essere a sua discrezione i momenti in cui gli altri si possono fare i cazzi suoi e i momenti in cui no. Se la testa di cazzo nella fattispecie è un politico ecco che nasce il “diritto alla privacy” e nel giro di pochi anni Lindsay canta “Rumors”, Britnay “Piece of Me” e gli Hugaflame “I cazzi tuoi” (ma chi cazzo si è mai sognato di interessarsi ai cazzi vostri, rapper scarsi di merda che non siete altro).

Ma poi qualcuno inizia a pensare che la privacy possa favorire l’illegalità, un altro gli risponde che l’illegalità sta nel non tutelare la privacy, Moggi compila la schedina al telefono e si fa intercettare, Provenzano manda i pizzini e alle mezze seghe del mio paese che spacciano lecca lecca viene messo il cellulare sotto controllo.

In tutta questa storia io ci guadagno puntate e puntate di Lucignolo che mi danno la possibilità di masturbarmi anche in prima serata, videoclip di troie da palcoscenico con le quali masturbarmi anche di pomeriggio e giornali scandalistici che posso portare di nascosto in bagno per masturbarmi mentre aspetto il mio turno dal dentista. Di contro c’è che il palinsesto delle TV è una discarica tale da somigliare a Napoli, che Berlusconi mi sta rompendo le palle da due settimane con sta storia delle intercettazioni e che l’Inter si trova con 3 scudetti nel palmares senza averli davvero vinti.

Conclusione: il bilancio è decisamente negativo. Col senno di poi sulla generazione del ’68 potevano anche operare il controllo delle nascite.

31
mag
08

Piscia a favore di vento sul Bosco degli Agrifogli

È vero, c’è chi riesce a pisciare contro vento anche a Hollywood, ma il più delle volte a Hollywood puoi pisciare dove ti pare e ne esci sempre lindo e splendente e ogni persona miserabile di tutto il globo è pronta a venerare te, la tua casa, i tuoi soldi ed anche il tuo piscio.

Voglio spendere due parole sulla pisciata contro vento in questione, quella di Sharon Stone. Io capisco perfettamente che a un certo punto della propria vita si inizi a parlare a sproposito e senza ragionare (senilità canaglia!), ma se per una intervista da red carpet di 20 secondi riesci a far bloccare la proiezione dei tuoi film nella nazione più popolosa del pianeta sei proprio rincoglionita. Non fa tanto notizia che una bionda di Hollywood la cui passera al vento ha fatto la storia dica una stronzata, quanto che il mondo la ascolti! E il motivo sapete qual è? Sharon Stone è vecchia, non attizza più nessuno ed ora la gente sente ciò che dice invece di guardarle tra le cosce mentre accavalla le gambe. So già che un sacco di gente (se questo blog fosse letto da qualcuno) sarebbe pronta a contraddirmi, dicendo che l’attrice in questione è ancora una bellissima donna e che lo si è visto in quel film di merda cui hanno dato il nome di Basic Instinct 2. Cazzate! Non è ancora una bellissima donna, è una vecchia mantenuta decentemente che ogni mattina viene ricostruita dalla equipe di restauratori che hanno rimesso in piedi la cappella della Sindone. E comunque, in linea generale, non date false speranze alle cinquantenni: nessun paio di tette di plastica attaccate alla pelle cadente di una cinquantenne consumata sarà mai paragonabile alla pura nudità nuda di una ventenne in carriera.

 

Aldilà della lunga digressione del tutto fuori tema, comunque, con questo post e con questo titolo volevo solo segnalare come un grande evento mondiale, se ben organizzato e coperto da una buona pubblicità mediatica, può rilanciare l’immagine di una città: prima del 2006 all’estero nessuno sapeva che cazzo di posto potesse essere Torino (e non solo all’estero). Adesso invece si piscia a favore di vento su Hollywood:

“I Am Legend”, 2007, Piazza Castello

“The Bourne Ultimatum”, 2007, Piazza Vittorio Veneto (grazie a Stefano per la segnalazione)

 

Sono solo pochi frame, ma è un inizio, e va associato a tutta una serie di altri segnali di riscatto della città.

 

Il successo di una città deriva dalla sua immagine nel mondo, e a tal proposito presto lancerò una raccolta di firme per mettere sulla sedia elettrica quei rincoglioniti che alimentano la polemica sui grattacieli. Tranquilli, non sono così bastardo … la bolletta dell’Enel poi la pago io!

20
mag
08

L’Italia che produce

Il primo consiglio del nuovo governo italiano si riunisce a Napoli. E ci sta tutta: in fondo anche la Juventus fa i ritiri estivi precampionato in una regione del cazzo.

Ciò che spero vivamente venga fuori da questa scampagnata primaverile dei nostri mangiapane a tradimento è la definizione definitiva della questione, perché sin dall’inizio c’è un grave problema di interpretazione: il problema non sono “i rifiuti a Napoli”, il problema è Napoli.

Una breve sintesi strutturata su stereotipo e realtà dei fatti corrispondente a proposito di Napoli:

-  Napoli è piena di immondizia / Napoli è piena di immondizia

- a Napoli ti fregano in tutti i modi / a Napoli ti fregano in tutti i modi

- a Napoli regna la camorra / a Napoli non regna la camorra, ma si spartisce il potere con l’ignoranza e la negligenza

- Napoli è uno di quei posti da visitare assolutamente / il centro di Napoli ha un valore storico, il resto della città è il frutto di una crescita spropositata di popolazione in una realtà priva di leggi, controlli, infrastrutture e possibilità economiche per sostenere tale crescita.

Chi di dovere probabilmente proporrà delle soluzioni: raccolta differenziata, più inceneritori, aiuti dalle altre regioni, bla bla bla, mettiamo i fiori nei cannoni, vogliamoci bene in un grande girotondo della pace, e tutta una serie di altri improbabili palliativi. In realtà La soluzione, per quanto non praticabile, è una sola: far saltare in aria la città ed il suo circondario. Dico che non è praticabile perché sarebbe crudele togliere la vita a tutta quella enorme quantità di napoletani che merita una vita serena e civile all’interno della nostra nazione e che non ha nulla a che fare con i fannulloni, i camorristi, i ladri, le teste di cazzo che ci fanno fare figure di merde in ogni posto turistico del pianeta, gli abusivisti ed i truffatori. Certo, potremmo far uscire tutti costoro dalla città prima dell’operazione “smaltimento Napoli”, ma poi dove le metteremmo tutte queste 326 persone?

Non mi piace che si generalizzi sui difetti di un popolo perché si rischia la discriminazione razziale e peggio ancora la persecuzione, e la storia del secolo scorso non deve farci dimenticare quali atrocità questo possa provocare. Per questo considero l’area metropolitana di Napoli un’entità geografica e non etnica.

P.S.:

Se la proposta interessa datevi una mossa: George W. resta in carica ancora per poco.

Esse-P

16
mag
08

Street Fighters

Da un paio di settimane vado in giro la sera tardi indossando una maglietta di AN a chiedere ai ragazzi una sigaretta. Io non voto AN. Neanche fumo. Voglio solo vedere se hanno il coraggio di rifiutarmela.

La verità è che la vicenda di Verona mi ha abbastanza scosso. Inoltre di recente ho frequentemente diarrea e ogni volta tiro fuori volumi impressionanti di poltiglia marrone. Sono sicuro che le due cose non sono correlate in alcun modo, avevo solo voglia di scriverlo da qualche parte da quando South Park mi ha insegnato che agli uomini piace vantarsi della grandezza dei propri stronzi.

Ad ogni modo, sulla vicenda è immancabilmente intervenuto Studio Aperto a sparare cazzate. Una valanga. Sono riusciti persino a raccontare un particolare e poi dimostrare che non era attendibile all’interno dello stesso servizio, il che rende onore a tutta la razza dei raccontaballe d’Italia. In seconda serata è andato in onda uno speciale, sempre di Studio Aperto, che raccontava la vita notturna dei giovani a Milano, Roma e Verona, in cui, alla ricerca disperata di un punto di vista originale sull’accaduto, la giornalista/golarubataaimarciapidi ha mostrato come la violenza tra ragazzi non sia una prerogativa dei buchi di culo del Veneto come Verona, ma avvenga dappertutto.

E’ stata persino trasmessa una scena di rissa da bar tra 16-17enni avvenuta proprio sotto l’occhio delle telecamere durante l’intervista. Toh, ma che coincidenza… chiedo ad una sbandata milanese seduta ad un bar durante l’aperitivo pre-gag bang cosa ne pensa della violenza tra ragazzi e dietro di lei scatta una rissa, pensa te a volte le combinazioni…

Il problema è che la gente ci crede alle boiate di Studio Aperto. Crede ai finti scioperanti che si presentano a Buona Domenica e alle inchieste fasulle di Striscia, figuriamoci se non crede alle risse organizzate di Studio Aperto.

L’effetto però è molto più grave del semplice esasperare un po’ la realtà; ciò che in questo modo si comunica agli spettatori è che tutto questo sia la normalità. E non lo è. Una banda di ragazzini che ammazzano un tipo per strada senza motivo non è la normalità, almeno non nell’Italia che conta, nel nordest può anche darsi.

Volete un punto di vista originale sulla vicenda? Trasmettete Napolitano che prende in braccio i responsabili e li sculaccia ad uno ad uno con un battipanni di ferro mentre grida “avete fatto una stronzata allucinante, siete delle teste di cazzo, piccoli stronzetti con la coca sotto il naso”. E’ originale ed è costruttivo.

Mi rendo conto che questo post, nel tentativo di infangare il più possibile Studio Aperto, ha toccato un argomento molto delicato, e mi scuso se posso aver dato l’impressione di aver trattato con superficialità una questione seria. Ma non vi preoccupate: se la diarrea mi passa giuro che ve lo dico.

Esse-P




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