Innanzi tutto ci tengo a specificare che qualunque sia l’opinione che un cittadino ha nei confronti dell’operato di un Ministero, tale opinione deve essere disgiunta da quella relativa al ministro: sia chiaro che il ministro è un avatar, è un bamboccio che si mette davanti alle telecamere per interfacciarsi con i cittadini e comunicare con loro riguardo i provvedimenti del Ministero che rappresenta. Di per sé qualunque ministro non sarebbe capace neppure di infilarsi il profilattico dalla parte giusta.
Detto ciò, vi renderete conto di come il ruolo di un ministro sia comunque molto delicato: in una realtà nella quale i giornalisti dicono il cazzo che vogliono, i lettori e gli spettatori capiscono il cazzo che vogliono, i blogger sparano le cazzo di stronzate che vogliono, se l’informazione parte distorta il risultato è uno sbocciare di cazzi come fossero margherite in un campo assolato in primavera. Ed ecco che il meccanismo si inceppa: se il ruolo di Ministro dell’Istruzione viene affidato ad una donna partiamo già col piede sbagliato. “Donna” e “istruzione” sono due concetti che devono essere tenuti a debita distanza, così come “arte” e “produzione cinematografica italiana, francese e peggio ancora indiana, russa e cazzate del genere”; i rischi nel mischiare questi concetti tra loro sono enormi, gli effetti devastanti.
Tutto ciò risponde al comune buon senso, quello che è mancato al governo di destra per due volte: prima con la Moratti e poi con la Gelmini, ma va bene, abbiamo un Avatar dell’Istruzione imbecille e malvestita, ma pur sempre di avatar si tratta. E i giocatori che si nascondono dietro quest’avatar? Chi sono? Che vita fanno? Come stanno conducendo l’operato del quale sono incaricati?
Non ho risposte a queste domande, e sinceramente me ne sciacquo parecchio i pendenti.
Ciò che davvero mi fa incazzare non sono loro, ma i loro antagonisti, quella massa informe di letame fresco che affolla i banchi scolastici di facoltà dai nomi impronunciabili e dall’utilità indiscutibilmente nulla.
Da ché ho memoria (la mattina del primo dell’anno questa indicazione temporale va tradotta con “da cinque minuti fa”, ma in questo caso intendo da 12 anni a questa parte) per ogni legge che ha tentato di modificare il sistema scolastico c’è sempre stata una massa di fannulloni che è scesa in piazza, ha occupato le scuole ed ha acceso spinelli in aula magna; l’unica cosa per la quale non ho sentito grandi lamentele è stato il 3+2 dell’università, che guarda caso è esattamente il cambiamento che ci sta entrando più in profondità nel fondoschiena, giorno dopo giorno.
Lo studente che protesta non è un ragazzo che si interessa della politica e di ciò che gli succede intorno: lo studente che protesta è un cazzone pirla figlio di una cagna che la mattina si sveglia alle 11 con gli occhi così rossi che se gli unisci i capillari nel bulbo esce la scritta “skunk mode on”, attraversa tutta via Po con la kefiah al collo e va ad esaltare l’assoluta insignificanza della sua esistenza frequentando scienze politiche a Palazzo Nuovo. Il problema non sono le riforme, di destra o di sinistra che siano, il problema sei tu che studi al Dams, a Scienze della comunicazione ed a <ramo della psicologia che non esiste e non ha nessunissimo senso>, o a qualunque altra cazzata che i rettori hanno inventato per dare la possibilità ai senzafuturo come te di sprecare altri 6-7 anni della propria vita.
Le riforme dell’Istruzione sono praticamente sempre dannose, è vero, ma in percentuale il danno che producono è nullo rispetto a quello che produci tu, idiota.
Toglietevi dalla testa questa cazzo di convinzione che l’università sia un diritto sacro: il diritto è quello che possa accedere all’università chiunque ne abbia le potenzialità, non chiunque abbia una mano per firmare un foglio di iscrizione.
Tagliare i fondi, non tagliare i fondi … facciamo che tagliare le palle a questi perdigiorno che si credono intellettuali perché hanno scritto su uno striscione “l’università non si tocca” mentre la gente seria era in aula ad imparare quanto meno quelle due cazzate in croce che questo sistema universitario è in grado di insegnare.
Prego la dea Atena tutte le notti affinché scenda dall’Olimpo per illuminare le menti dei fattoni con la kefiah di Palazzo Nuovo che passano tre esami all’anno e se li passano è solo perché l’università italiana è il puttanaio dell’Istruzione mondiale e loro stessi hanno contribuito a renderla tale. Dea Atena, illumina le loro menti, oppure bruciali tutti e mandali all’inferno dove demoni-mailali continueranno a bruciarli e a pisciare sulle loro ustioni in eterno. Amen.
- se avessi questo dipinto davanti dal vero in questo momento piangerei
- tu non hai un futuro, nessuno ti sta rubando nulla
- “studenti” è una parola grossa
- “studenti in lotta”: tradotto significa “lo stadio durante la settimana è chiuso e ci siamo dovuti trovare un hobby”
- il sistema unoversitario che si sta difendendo è lo stesso che pochi anni fa ha permesso a costei di conseguire una laurea… minuto di silenzio per riflettere
- Palazzo Nuovo: l’epicentro di tutti i mali della gioventù piemontese
- quest’opera è uscita dallo studio dell’artista come rappresentazione di un viso sereno e disteso, poi l’hanno collocata davanti a Palazzo Nuovo ed è diventata un urlo di Munch




















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