Non mi ero mai fatto un’opinione precisa di Beppe Grillo, essenzialmente per due motivi: 1 lui non appare in tv ed io seguo la politica del “ascolta pure un ciarlatano, ma solo finché è gratis”, 2 di ciò che dice me frega talmente poco che solo a pensarci mi sono addormentato sulla tastiera mentre scrivevo questo primo paragrafo e per portarlo a termine l’ho dovuto finire di scrivere con word a mezzo schermo ed aprendo sul restante mezzo schermo selina18.com.
Tuttavia la sua figura aveva iniziato a puzzarmi di testadicazzo già ai tempi del V-day, ed ancor di più quando l’illogico gesto del nostro governo di mettere on line i redditi dei cittadini ha portato alla luce il fatto che il signor Grillo guadagna una caterva di soldi. Ancora di più si è radicata in me questa convinzione dopo che Bucknasty ha segnalato l’episodio della washball in questo articolo di 7yearwinter. La mastodontica dimostrazione di ignoranza da ligure provinciale, corredata dall’impalpabile sensazione che l’antipolitico (non lo definirò comico o satirico perché sono termini che non merita) percepisca qualche ringraziamento non verbale da quelli della washball, è stata ben presto affiancata da una ulteriore dimostrazione dello stesso tipo di ignoranza quando, poco tempo dopo, mi è capitato di vedere questo video.
Alcuni passaggi eloquenti.
“le città sono in mano agli architetti devoluzionisti, decostruzionisti, quelli che privilegiano l’arredamento, l’estetica alla funzionalità”
Ehhh??? Se devi mettere uno di fianco all’altro tutti i termini inerenti l’architettura che ti è capitato di sentire in quel pene floscio di regione in cui abiti, almeno prima di usarli dai un’occhiata al loro significato. Compra un cazzo di dizionario, pirla.
“a Milano davanti alla triennale fanno un pelo di fregna di 15 metri”
Continuo a fare fatica a tradurre i suoi sputacchi in concetti di senso compiuto (ma la gente ride quindi o lo stupido sono io oppure la parola “fregna” innesca reazioni di ilarità generale in qualunque contesto venga usata) ma penso si riferisca a questa scultura che si trova a Milano di fronte alla stazione Cadorna, nei pressi della Triennale, e che non è un pelo di fregna ma un monumento dello scultore svedese Claes Oldenburg che celebra Milano come città della moda. Può anche darsi che siano discutibili gli esiti artistici di questa celebrazione, ma di certo col discorso sugli architetti questa sparata non c’entrava un cazzo.
“ho fatto vedere queste foto alla facoltà di architettura … guardate, ma come si fa a costruire una supposta…?”
Inizia la carrellata di foto che Beppe mostra al suo pubblico di pecoroni. La supposta in questione è il grattacielo della Swiss Re a Londra, progettato da Norman Foster (su cui Beppe tornerà), un landmark efficace e tuttavia non altisonante nell’affollato e spesso anonimo skyline della City di Londra. Sembrerà anche una supposta, ma le supposte curano l’influenza, questa cura l’immagine della più grande città d’Europa.
“abitazioni così stanno progettando. Non puoi abitare nell’ultimo appartamento a sinistra, ti vomiti addosso”
Posto che non conosco l’edificio nella foto (mi ricorda il Civil Gustice Center di Manchester, ma credo di sbagliarmi), dubito fortemente che quelli siano appartamenti, e anche se lo fossero mi riterrei estremamente fortunato ad abitare in quell’appartamento di cui parli, Beppe: godrei di un ottimo panorama e potrei invitarti a cena per poi buttarti di sotto, raccogliere il tuo cadavere, seppellirlo in un giardino e piantarci sopra i pomodori come in “una cena quasi perfetta”.
Sorvolo sulla parte successiva, quella in cui parla di “grattacieli inclinati” ed “effetto Bilbao” perché tanto dice solo cazzate. Segnalo solo che quando dice “un testicolo in mezzo a New York” l’immagine è piccola ma sono abbastanza sicuro che la città nella foto non sia New York. A un certo punto nomina l’iperrealismo e lo riprende in seguito attribuendo il relativo aggettivo ad un quadro di “Salvator Dalì” (pronunciato proprio così, con la T, SalvaTor. SalvaTor? Cos’è un tuo cugino siciliano che ti offre i pomodori secchi sott’olio quando vai a trovarlo l’estate?). Iperrealista Dalì? Ma quanto cazzo sei coglione? L’ignoranza di quest’uomo travalica i confini delle nazioni, delle lingue e delle discipline; penso che in una gara di supponente ignoranza Grillo potrebbe agilmente battere il nostro attuale premier.
Non sapevo dei problemi strutturali allo stadio olimpico di Montreal ed all’aeroporto francese, per cui sospendo il giudizio sulla parte seguente, anche perché le foto documentano bene: si vede che su questa parte wikipedia lo ha aiutato molto.
Giudizio sospeso anche sulla storia del ponte di Messina, ma i numeri mi suonano parecchio sparati alla cazzo: probabilmente la fonte è la stessa che usa per reperire tutti i dati relativi a ciò di cui parla: l’etichetta del suo maglione maleodorante. Chiedo aiuto a IngSP56 su questa parte.
Segue una breve digressione pseudo-razzista su siciliani e calabresi, l’unica parte del filmato che se meglio articolata potrei condividere, dopo di che si torna a sparare cazzate immani.
“i più grandi disegni di progetto del ponte di Messina, ce n’è uno, del più grande progettista oggi vivente di ponti inglese […] si chiama Foster, ha fatto un tentativo prima di farlo […] ha provato uno stesso ponte più piccolo sul Tamigi a Londra”
Secondo Beppe un’opera che si chiama Millenium Bridge, che ha una struttura ad arco totalmente incompatibile per i ponti a grande luce, che si trova a Londra e che conduce alla Tate Gallery, altro non è che un modellino in scala del ponte sullo stretto di Messina. Le amministrazioni comunali delle metropoli di mezzo mondo sono ansiose di adoperarsi per realizzare modellini in scala di opere infrastrutturali italiane. Presto a Bejing verrà realizzata una strada che porta verso il nulla per simulare in scala la Salerno-Reggio Calabria ed a Los Angeles verrà bucata la collina di Hollywood per dimostrare che l’unica popolazione locale che rompe i coglioni sulla costruzione di una rete ferroviaria è la massa di coglioni No TAV della Val di Susa.
Inoltre Beppe sputa merda ironizzando su Norman Foster, un progettista che il capo di stato più intelligente d’Europa (God save the queen) ha investito prima del titolo di cavaliere e poi di quello di Barone. E’ un po’ come se il tipo che canta alle feste di contrada del Salento cominciasse a prendere per il culo Mozart.
Secondo Beppe, come se non bastasse, in seguito ai problemi che il ponte ha mostrato in occasione dell’inaugurazione,
“stava andando giù il ponte, signori. Li hanno fermati, li hanno mandati tutti a casa, non hanno detto niente, l’hanno buttato giù e lo stanno rifacendo. Affidiamo la vita a questa gente qui… Bisogna essere molto cauti!”
Ecco le parole di Leonardo Benevolo (non un pirla qualunque dalla pettinatura ribelle e dalla sudorazione disumana, ma uno che sa quello che dice) a proposito della vicenda del Millenium Bridge: “si è rivelato instabile per un carico di folla di entità non prevista. I progettisti hanno dovuto inserire nella struttura una serie di ammortizzatori”.
Concorderete con me che c’è una certa differenza tra il buttare giù e rifare “senza dire niente” tutto il ponte e l’apportare delle modifiche alla struttura per risolvere un problema inizialmente mal quantificato. Dove si documenta Beppe Grillo prima di parlare? Su Striscia La Notizia?
Il problema è che questo ignorante brizzolato ha un seguito. Le sue parole hanno un peso. C’è gente che opera le proprie scelte politiche e personali sulla base di ciò che dice questo idiota puzzolente. Non so voi, ma io preferisco affidare la mia vita alla matita di Norman Foster piuttosto che alle ciance di Beppe Grillo.


Si parla di oroscopi e se tutti voi lettori, tutti e tre, vi siete fatti un’idea dell’approccio di questo blog verso argomenti del genere, potrete immaginare facilmente cosa penso a proposito.












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