Archivio per la categoria 'Io bevo di tutto, ma la gente si beve di tutto'

22
feb
09

L’iperrealismo di Salvator

Non mi ero mai fatto un’opinione precisa di Beppe Grillo, essenzialmente per due motivi: 1 lui non appare in tv ed io seguo la politica del “ascolta pure un ciarlatano, ma solo finché è gratis”, 2 di ciò che dice me frega talmente poco che solo a pensarci mi sono addormentato sulla tastiera mentre scrivevo questo primo paragrafo e per portarlo a termine l’ho dovuto finire di scrivere con word a mezzo schermo ed aprendo sul restante mezzo schermo selina18.com.

Tuttavia la sua figura aveva iniziato a puzzarmi di testadicazzo già ai tempi del V-day, ed ancor di più quando l’illogico gesto del nostro governo di mettere on line i redditi dei cittadini ha portato alla luce il fatto che il signor Grillo guadagna una caterva di soldi. Ancora di più si è radicata in me questa convinzione dopo che Bucknasty ha segnalato l’episodio della washball in questo articolo di 7yearwinter. La mastodontica dimostrazione di ignoranza da ligure provinciale, corredata dall’impalpabile sensazione che l’antipolitico (non lo definirò comico o satirico perché sono termini che non merita) percepisca qualche ringraziamento non verbale da quelli della washball, è stata ben presto affiancata da una ulteriore dimostrazione dello stesso tipo di ignoranza quando, poco tempo dopo, mi è capitato di vedere questo video.

Alcuni passaggi eloquenti.

“le città sono in mano agli architetti devoluzionisti, decostruzionisti, quelli che privilegiano l’arredamento, l’estetica alla funzionalità”

Ehhh??? Se devi mettere uno di fianco all’altro tutti i termini inerenti l’architettura che ti è capitato di sentire in quel pene floscio di regione in cui abiti, almeno prima di usarli dai un’occhiata al loro significato. Compra un cazzo di dizionario, pirla.

“a Milano davanti alla triennale fanno un pelo di fregna di 15 metri”

Continuo a fare fatica a tradurre i suoi sputacchi in concetti di senso compiuto (ma la gente ride quindi o lo stupido sono io oppure la parola “fregna” innesca reazioni di ilarità generale in qualunque contesto venga usata) ma penso si riferisca a questa scultura che si trova a Milano di fronte alla stazione Cadorna, nei pressi della Triennale, e che non è un pelo di fregna ma un monumento dello scultore svedese Claes Oldenburg che celebra Milano come città della moda. Può anche darsi che siano discutibili gli esiti artistici di questa celebrazione, ma di certo col discorso sugli architetti questa sparata non c’entrava un cazzo.

“ho fatto vedere queste foto alla facoltà di architettura … guardate, ma come si fa a costruire una supposta…?”

Inizia la carrellata di foto che Beppe mostra al suo pubblico di pecoroni. La supposta in questione è il grattacielo della Swiss Re a Londra, progettato da Norman Foster (su cui Beppe tornerà), un landmark efficace e tuttavia non altisonante nell’affollato e spesso anonimo skyline della City di Londra. Sembrerà anche una supposta, ma le supposte curano l’influenza, questa cura l’immagine della più grande città d’Europa.

“abitazioni così stanno progettando. Non puoi abitare nell’ultimo appartamento a sinistra, ti vomiti addosso”

Posto che non conosco l’edificio nella foto (mi ricorda il Civil Gustice Center di Manchester, ma credo di sbagliarmi), dubito fortemente che quelli siano appartamenti, e anche se lo fossero mi riterrei estremamente fortunato ad abitare in quell’appartamento di cui parli, Beppe: godrei di un ottimo panorama e potrei invitarti a cena per poi buttarti di sotto, raccogliere il tuo cadavere, seppellirlo in un giardino e piantarci sopra i pomodori come in “una cena quasi perfetta”.

Sorvolo sulla parte successiva, quella in cui parla di “grattacieli inclinati” ed “effetto Bilbao” perché tanto dice solo cazzate. Segnalo solo che quando dice “un testicolo in mezzo a New York” l’immagine è piccola ma sono abbastanza sicuro che la città nella foto non sia New York. A un certo punto nomina l’iperrealismo e lo riprende in seguito attribuendo il relativo aggettivo ad un quadro di “Salvator Dalì” (pronunciato proprio così, con la T, SalvaTor. SalvaTor? Cos’è un tuo cugino siciliano che ti offre i pomodori secchi sott’olio quando vai a trovarlo l’estate?). Iperrealista Dalì? Ma quanto cazzo sei coglione? L’ignoranza di quest’uomo travalica i confini delle nazioni, delle lingue e delle discipline; penso che in una gara di supponente ignoranza Grillo potrebbe agilmente battere il nostro attuale premier.

Non sapevo dei problemi strutturali allo stadio olimpico di Montreal ed all’aeroporto francese, per cui sospendo il giudizio sulla parte seguente, anche perché le foto documentano bene: si vede che su questa parte wikipedia lo ha aiutato molto.

Giudizio sospeso anche sulla storia del ponte di Messina, ma i numeri mi suonano parecchio sparati alla cazzo: probabilmente la fonte è la stessa che usa per reperire tutti i dati relativi a ciò di cui parla: l’etichetta del suo maglione maleodorante. Chiedo aiuto a IngSP56 su questa parte.

Segue una breve digressione pseudo-razzista su siciliani e calabresi, l’unica parte del filmato che se meglio articolata potrei condividere, dopo di che si torna a sparare cazzate immani.

“i più grandi disegni di progetto del ponte di Messina, ce n’è uno, del più grande progettista oggi vivente di ponti inglese […] si chiama Foster, ha fatto un tentativo prima di farlo […] ha provato uno stesso ponte più piccolo sul Tamigi a Londra”

Secondo Beppe un’opera che si chiama Millenium Bridge, che ha una struttura ad arco totalmente incompatibile per i ponti a grande luce, che si trova a Londra e che conduce alla Tate Gallery, altro non è che un modellino in scala del ponte sullo stretto di Messina. Le amministrazioni comunali delle metropoli di mezzo mondo sono ansiose di adoperarsi per realizzare modellini in scala di opere infrastrutturali italiane. Presto a Bejing verrà realizzata una strada che porta verso il nulla per simulare in scala la Salerno-Reggio Calabria ed a Los Angeles verrà bucata la collina di Hollywood per dimostrare che l’unica popolazione locale che rompe i coglioni sulla costruzione di una rete ferroviaria è la massa di coglioni No TAV della Val di Susa.

Inoltre Beppe sputa merda ironizzando su Norman Foster, un progettista che il capo di stato più intelligente d’Europa (God save the queen) ha investito prima del titolo di cavaliere e poi di quello di Barone. E’ un po’ come se il tipo che canta alle feste di contrada del Salento cominciasse a prendere per il culo Mozart.

Secondo Beppe, come se non bastasse, in seguito ai problemi che il ponte ha mostrato in occasione dell’inaugurazione,

“stava andando giù il ponte, signori. Li hanno fermati, li hanno mandati tutti a casa, non hanno detto niente, l’hanno buttato giù e lo stanno rifacendo. Affidiamo la vita a questa gente qui… Bisogna essere molto cauti!”

Ecco le parole di Leonardo Benevolo (non un pirla qualunque dalla pettinatura ribelle e dalla sudorazione disumana, ma uno che sa quello che dice) a proposito della vicenda del Millenium Bridge: “si è rivelato instabile per un carico di folla di entità non prevista. I progettisti hanno dovuto inserire nella struttura una serie di ammortizzatori”.

Concorderete con me che c’è una certa differenza tra il buttare giù e rifare “senza dire niente” tutto il ponte e l’apportare delle modifiche alla struttura per risolvere un problema inizialmente mal quantificato. Dove si documenta Beppe Grillo prima di parlare? Su Striscia La Notizia?

Il problema è che questo ignorante brizzolato ha un seguito. Le sue parole hanno un peso. C’è gente che opera le proprie scelte politiche e personali sulla base di ciò che dice questo idiota puzzolente. Non so voi, ma io preferisco affidare la mia vita alla matita di Norman Foster piuttosto che alle ciance di Beppe Grillo.

18
nov
08

Guernica

guernica

Qualche giorno fa ho visto Guernica dal vivo ed ancora oggi dal cesto della biancheria sporca le mutande che indossavo quel giorno emanano un forte odore di eiaculazione spontanea e sindrome di Stendhal.

Pablo Picasso, prima che si reincarnasse in un robot della Citroen che colora le C3, ha dipinto Guernica dopo il bombardamento dell’omonima città da parte dei tedeschi nel ’37. In seguito un ufficiale tedesco in visita allo studio del pittore gli ha chiesto “avete fatto voi questo orrore maestro?” e Picasso: “no, è opera vostra”.

Vi racconto la storia di una persona che mi sono involontariamente trovato ad ascoltare durante un viaggio in treno (Atena maledica Trenitalia). Lo chiamerò con un generico nome, Tommaso.

Tommaso ha 31 anni.

Tommaso insegna “Sociologia della comunicazione” all’Università di Torino, vale a dire che dice tutto il giorno cazzate ad un gruppo di deficienti che studia per diventare un peso per la società.

Tommaso ha scritto un libro sulla qualità della comunicazione televisiva. Questo libro è stato di recente presentato su Rai 3. La Rai è clinicamente morta ormai da tempo, per cui questa presentazione, insieme alla marea di puttanate che va in onda ogni stracazzo di sera su Rai 1 (un programma più coglione dell’altro, tutte le sere, …), è probabilmente la defecazione involontaria che un corpo subisce un attimo prima di una morte dolorosa (è uno dei soliti riferimenti a South Park, ma non trovo il link dello spezzone relativo, spiacente).

Tommaso è capace di capire una persona solo conoscendo il suo segno zodiacale. Curioso: io sono capace di capire che una persona è un coglione solo dal fatto che essa si ritenga capace di capire una persona solo conoscendo il suo segno zodiacale.

Tommaso è un tipo positivo: qualunque problema può essere risolto con un sorriso. E infatti ride sempre. Forse non è ottimismo, forse è down.

Tommaso ha un gatto nero. Come se non bastasse si sente in dovere di spiegare perché proprio un gatto nero: è contrario alla superstizione contro i gatti neri; non perché non creda nelle superstizioni, bensì perché questa in particolare è erronea: nel medioevo il popolo ignorante aveva paura delle streghe e di conseguenza anche dei felini neri di cui esse si circondavano. In realtà solo le streghe conoscevano il grande potere protettivo dei gatti neri verso le case. Lo dico in modo più chiaro perché forse non si evince sufficientemente quanto questo tipo sia deficiente: Tommaso crede nelle streghe ed è convinto che i gatti neri abbiano poteri magici che proteggono le abitazioni degli esseri umani.  Questo sputo di spermatozoi ritardati finito in un fetente ovulo ritardato insegna all’università –> ben venga qualunque riforma che taglia le palle a gente come lui.

Tommaso pratica cure shiatsu. Attenzione: non ho detto massaggi, ho detto cure! Secondo Tommaso, infatti, lo shiatsu è una terapia per qualunque malattia e, al contrario delle pratiche tradizionali che curano solo i sintomi, è in grado di arrivare alla radice del male ed eliminarne la causa. Tommaso parla di autostrade di energia all’interno del nostro corpo e metodi per incanalare questa energia per la cura delle malattie: tradotto nella mia lingua tutto ciò può significare due cose: o è un megafrocio a cui piace l’idea che flussi biancastri pervadano in continuazione il suo corpo, oppure è un coglione totale. Opterei per entrambe insieme. Spero che sulle sue autostrade una rivolta dei COBAS blocchi il traffico ed impedisca al sangue di arrivare al cuore fino a morte sopraggiunta.

Tommaso è così socievole che ama parlare lungamente di sé anche agli sconosciuti ed io mi sono ritrovato ad ascoltarlo, ergo: Tommaso è la causa del mio ultimo impulso di uccidere, e questo è male, perché diventa sempre più difficile controllare questi impulsi. Tommaso riceverà il conto della mia prossima seduta dall’analista.

Costretto ad avere a che fare con altre forme di vita pseudo-razionali, capita che io mi imbatta in pezzi di mondo fatti di pezzi di idioti come Tommaso. Guardo questi pezzi di mondo e mi disgusto ed il mio disgusto, invece che scivolarmi via lungo le autostrade energetiche o essere rigurgitato lungo le autostrade della mia digestione, mi cola sulla tastiera e sfocia in questo blog. Capita poi che gente come Tommaso legga tale blog e lo giudichi volgare, stupido, pieno di pregiudizi e di ignoranza: un orrore insomma.

Ebbene, non prendetevela con me per aver scritto questo orrore: in realtà è opera vostra.

03
ott
08

Ortodossia dell’ecologismo

Breve premessa: questo post utilizza termini come “giusto” e “sbagliato” e li attribuisce a determinate azioni e comportamenti. Tale utilizzo di questi termini potrebbe indurre problemi e riflessioni di carattere ontologico: cosa sono il bene e il male? Chi può stabilire cos’è giusto e cos’è sbagliato? Beh, io posso! Questo è il mio blog e dico che una cosa è giusta o sbagliata come cazzo mi pare, e se qualcuno non è d’accordo può accomodarsi ginocchioni sul pavimento del buco in cui vivo e baciare il mio culo peloso.

Detto ciò…

Esiste un modo giusto ed un modo sbagliato di essere ecologisti. Il modo giusto è preoccuparsi delle ripercussioni che i nostri comportamenti attuali possono avere sul futuro del pianeta che abitiamo; il modo sbagliato è mandare catene di sant’Antonio di filmati di animali maltrattati, votare i Verdi e boicottare la caccia. Se mi arriva un’altra mail intitolata “guarda, e se la cosa non ti lascia indifferente fai qualcosa per fermarli” con il link di un video di una foca scuoiata viva, giuro che faccio un video vestito da pirla in cui sparo alle mosche neanche fossi in quella cazzata di film di Wanted e poi vado in una scuola superiore e ammazzo 11 persone.

Non solo: esiste anche un motivo giusto ed un motivo sbagliato per essere ecologisti. Il motivo giusto è la sostenibilità: soddisfare i bisogni della nostra società senza impedire alle generazioni future di soddisfare i propri; il motivo sbagliato è avere a cuore la vita degli animali cucciolosi che hai visto fare gli occhi languidi in un film animato della Pixar ed hai commentato “Ohhhhhh che carino”.

Gli animali nascono, cagano in ogni angolo di pianeta che solcano e poi muoiono. Del vostro legame affettivo verso la loro sopravvivenza questo pianeta se ne sciacqua l’Angola ed il Mozambico che, se il cuore dell’Africa è l’ombelico del mondo, sono le sue palle. L’unico motivo per il quale la salvaguardia degli animali ha un senso è la preservazione della biodiversità, che è necessaria per il benessere anche nostro. Per il resto un vitello portato al macello non è una brutalità, brutta stronza animalista che manda le mail del cazzo, è il regolare corso degli eventi, si chiama catena alimentare.

Io riciclo la plastica. Non me ne fotte un pelo incarnito se un delfino si impiglia in una busta finita in mare e soffoca (cosa peraltro statisticamente probabile quanto una mia vincita consistente al gratta e vinci), ma non voglio immaginare un futuro in cui tutte le città assomigliano alla Napoli di qualche mese fa.

Io non mangio i datteri di mare. Non me ne fotte una matita spuntata di quelle bestioline riprovevoli e dei loro naturali predatori, ma se viene giù mezza scogliera con annessi 10 palazzi e muoiono cento persone la cosa mi sta un po’ sulle scatole!

Io spengo sempre gli apparecchi elettrici e le luci quando non sono necessari e limito l’utilizzo di terminali di riscaldamento e climatizzazione. Non me ne fotte una pringle venuta dritta dei pinguini che non hanno più una casa per colpa dei ghiacci che si sciolgono, ma immagino che i tuoi nipoti non avranno un gran piacere a vivere in una Milano in riva al mare con le temperature di un forno uccidendosi l’un l’altro per le poche risorse energetiche rimaste.

Io evito di prendere l’automobile per futili motivi. Non me ne fotte una canzone di Pupo se gli alberi in città non vivono più, ma se devo rischiare un cancro ai polmoni ed una guerra mondiale per il petrolio per aver sprecato troppa benzina, preferisco fare due passi.

Approssimativamente potete tenere in mente questa regola generale: se state pensando al futuro economico e sociale della Terra nel 2100, allora state avendo un comportamento ecologista per i giusti motivi; se invece state pensando a prati verdi, colline in fiore, pecorelle libere e felici sotto un sole sorridente, allora siete dei froci animalisti o delle troie che buttano secchi di vernice sulle pellicce delle donne benestanti ed avete guardato troppo spesso i Teletabbies in passato.

P.S.:

Stronzi che mandate le mail animaliste, state attenti a chi manderete la prossima: la vita di 11 persone è nelle vostre mani.

03
giu
08

Hai la luna storta

Si parla di oroscopi e se tutti voi lettori, tutti e tre, vi siete fatti un’idea dell’approccio di questo blog verso argomenti del genere, potrete immaginare facilmente cosa penso a proposito.

Non mi dilungo inutilmente ad elencare tutti i modi in cui dovrebbe esprimere la propria vergogna di sé chi da peso a due righe di frasi fatte che appaiono sul fondo di quotidiani che non hanno credibilità neppure a proposito del tempo di ieri; mi limiterò a dirne uno: potreste marchiarvi a fuoco una “A” scarlatta sul petto così ogni volta che vi guarderete nudi allo specchio penserete a quanto siete Allocchi (lo so, potevo fare di meglio con questo paragrafo, ma subisco il fascino dei romanzi inglesi dell’Ottocento e dei film pallosi che ne traevano negli anni ’90).

 

Ci sono molte cose che rendono gli oroscopi una cazzata delle proporzioni dell’innocenza della Franzoni, ma sarei banale a ribadire che non c’è modo che Marte in opposizione a Venere possa avere a che fare col messaggino romantico che ti ha mandato quel fallito del tuo ragazzo e che chi ha scritto “con la Luna in fase calante potreste avere una disputa con un collega” è un quarantenne ciccione che vive con la madre in un palazzo anni ’60 della periferia di Tortona (se questa persona esiste davvero è l’essere più sfigato della terra e sappia che sto male per lui).

 

Ma più di tutte, la ragione per la quale un oroscopo non può essere giusto è che ce n’è uno per ogni segno zodiacale, per cui essendoci in Italia 56.995.744 residenti non clandestini, ogni predizione dell’astrologo dovrebbe essere valida per 4.749.645,3 persone, e non c’è modo che una predizione sia valida per quello 0,3 di persona, cazzo!

 

Data questa lunga premessa che spero vi abbia dissuaso dal perdere il vostro tempo leggendo i deliri di un disadattato, passo a creare un mio oroscopo che ha l’ambizione di superare il problema aumentando la specificità degli individui a cui si rivolge.

 

Oroscopo

Per gli Ariete che vivono a Milano nei pressi della curva stretta dove uno dei grossi tram verdi svolta in direzione di qualche area periferica invivibile delle tante:

Oggi un grosso tram verde si schianterà contro casa vostra. Se dovete uscire vi consiglio di farlo quando c’è il rosso all’incrocio prospiciente.

Per i Toro di Casalnuovo di Napoli che la settimana scorsa avevano il raffreddore e sono andati al market a comprare una scorta di fazzoletti Tempo:

Sarà una giornata positiva sotto molti aspetti: novità stimolanti nel lavoro e una bella sorpresa da parte di chi vi ama. Giornata perfetta insomma, se non fosse che Giove in opposizione influisce negativamente sulla salute: a fine serata troverete le analisi che avete ritirato la settimana scorsa e che avevate dimenticato di controllare e leggendole scoprirete di avere l’AIDS. P.S.: anche oggi puzza di immondizia bruciata.

Per i Gemelli che stamattina erano con me in ascensore e vedendo che salivo solo al secondo piano hanno commentato “potevi anche andare a piedi”:

Non so sei davvero dei Gemelli, non ti conosco e non so nemmeno di preciso a che piano abiti brutta stronza, ma lo scoprirò e domani qualcuno troverà il tuo corpo senza vita galleggiare nel Po.

Per i Cancro che abitano sopra la casa in cui ieri sono entrati i RIS di Parma e che mentre venivano interrogati dai carabinieri pensavano che sarebbero finiti in TV:

Ottime notizie per voi: questo oroscopo non vi riguarda.

Per i Leone di Pomezia che si sono graffiati un dito con il portachiavi cercando di recuperare le sigarette dal portaoggetti mentre erano in macchina fermi per l’ingorgo in tangenziale e nervosi perché in radio c’era Linus che non la smetteva più di scassare gli zebedei con le storie della sua vita di cui non interessa a nessuno:

Ottime notizie per voi: troverete Sesso, Soldi, Salute e Sacramentario alla lettera S del vocabolario.

Per i Vergine di Casalnuovo di Napoli figli dei Tori di cui di sopra:

Vostro padre è un mezzo finocchio che quando è stanco di voi e di vostra madre esce di casa, si reca in un palazzo fatiscente pieno di battone, entra nell’appartamento più squallido e se lo fa sbattere in culo da un trans col sedere grosso. Per questo stasera scoprirete che vostro padre ha preso l’AIDS.

Per i Bilancia di Trani con i capelli rossi e le lentiggini che sono all’ultimo anno di seminario:

Oggi il vescovo della vostra diocesi vi dirà di andarvene e rinunciare al presbiterato perché tanto i peldicarota non hanno un’anima.

Per gli Scorpione del Nord-Est che stanno programmando le vacanze:

STATE LONTANI DALLA PUGLIA. E in linea generale state lontani da me, voi e i vostri compaesani di qualunque altro segno. Rimanete a crogiolarvi nel vostro autocompiacimento e continuate ad odiare il Sud dell’Italia e gli extracomunitari, ma fatelo nella vostra terra di teste di cazzo e di meningiti.

Per tutti gli altri segni:

Mi sono stancato di scrivere.




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