Archivio per la categoria 'Purtroppo è vero (Diary)'

15
nov
10

Ineluttabile

“Possiamo considerare lo stato attuale dell’universo come l’effetto del suo passato e la causa del suo futuro”, Pierre Simon Laplace, Essai philosophique sur les probabilités.

Ineluttabile destino.

Ebbene sì, il Fato è una forza invincibile cui tutti dobbiamo sottostare, e se l’ha detto l’Oracolo di Delfi deve essere vero per forza.

Evoluzione e destino; le cose cambiano, si trasformano e sono destinate a tendere ad una configurazione finale che in fondo e già scritta, ma dove forse non arriveranno mai; darwinismo determinista, non positivista: il nuovo è diverso, non necessariamente migliore.

Pisciacontrovento si evolve perché era destino che succedesse, perché era destino che chi lo scrive cambiasse, perché era destino che mi rompessi le palle di vuote invettive contro il nulla.

I nuovi contenuti del blog saranno con ogni probabilità brevi racconti di varia ispirazione. Abbandonerò dunque le filippiche cariche di disprezzo verso ogni possibile categoria di esseri umani.

Si cambia.

Ciò che non cambia è il fine: continuerà a non esserci un fine. Non ho ambizioni letterarie, non mi interessa che ciò che scrivo piaccia a qualcuno e non mi interessa neppure che qualcuno lo legga; così era e così sarà. Scrivo per via di un morboso rapporto con la mia tastiera che fa sì che io non abbia altro modo di liberarmi del mio malessere se non lasciandolo fluire attraverso le mie dita sui suoi tasti, e se poi tutto ciò finisce su internet evidentemente sono anch’io una troia in cerca di attenzione, che ci volete fare, lo siamo tutti, proprio tutti.

A testimonianza delle mie buone intenzioni chiudo con una parentesi culturale inserendo il video di un cartone animato prodotto negli anni ’40 da Salvador Dalì e Walter Disney. E’ semplicemente magnifico.

Destino

09
lug
10

La verità

Ogni volta che vi hanno detto che il cielo è blu sopra le nuvole, ogni volta che vi hanno detto che il domani sarà migliore, ogni volta che vi hanno detto che prima o poi il vento cambierà.

MENTIVANO.

Ogni singola fottutissima volta, mentivano.

Il karma è un’invenzione , ed ecco come è stata concepita.

Un giorno un giovane benestante si è agitato per aver visto una macchia di chardonnay sul suo tappeto persiano antico, è sceso in strada e si è sfogato picchiando a sangue un barbone ubriaco; il barbone non ha potuto minimamente reagire, così ha cercato di spaventare l’uomo inventando la storia di un fatidico equilibrio cosmico per il quale un giorno il male fatto si sarebbe ritorto contro l’aggressore ed il male subito si sarebbe tramutato in qualcosa di buono per l’aggredito.

Oggi il giovane benestante è un ricco signore che scopa modelle trent’anni più giovani.

Il barbone è morto. Di un’infezione all’ano. Accasciandosi sotto un ponte con la faccia nel suo piscio.

Questa è la verità.

La verità è che le cose continueranno ad andare bene per quelli a cui vanno bene.

La verità è che il cielo non è blu sopra le nuvole perché il cielo non ha colore, è nero, idioti voi che ci avete creduto!

La verità è che il domani non sarà migliore, la merda di domani sarà la stessa identica merda di oggi, e come se non bastasse puzzerà di un giorno in più di putrefazione.

La verità è che il vento non cambierà, sarà lo stesso vento di sempre e quando modificherà la sua direzione per soffiare a pieni polmoni nelle vostre vele spiegate ………, beh, allora vi si parerà davanti la scogliera appuntita contro la quale vi schianterete crudelmente.

Credere non porta l’anima ad un futuro più roseo, credere serve solo a sedare la rabbia.

Credere è un palliativo. Credere è un placebo. Lo produce la Bayer e lo vendono tutti coloro che non ne hanno bisogno a tutti quanti noialtri.

Credere dà la forza più grande del mondo fino a quando non scopri che è solo un’illusione, perché allora, proprio allora, ti mette la testa a terra sullo spigolo di un marciapiede e te la schiaccia sotto i piedi. Ripetutamente. Con forza.

Uno può ingoiare tutta la merda del mondo quando è sicuro che esiste un futuro migliore. Ci crede. Ne è convinto. Anzi, lo sa! E quel futuro non è un tempo astratto, ha una precisa collocazione temporale: è l’ESTATE 2010, è il giorno in cui il Re lascerà le lande desolate dell’ “errore sul lago” e verrà a reclamare il posto che gli spetta sul trono del centro del mondo.

Ma poi LeBron firma con i Miami Heat, e tutto si sbriciola sotto un lontano rumore di vetri infranti.

Ogni volta che mi hanno detto di credere.

Mentivano.

Ogni singola fottutissima volta!

28
giu
10

La 25esima ora … del tè

Fanculo all’Inghilterra e a tutti gli inglesi.

Fanculo il loro accento britannico distorto che rende incomprensibile anche la più semplice delle parole. Che hai detto? Cosa – cazzo – hai – detto idiota di un inglese? Non sono i francesi. Non sono gli italiani. Non sono i cinesi. Lo sapete chi è che parla peggio l’inglese al mondo? Gli inglesi!

Fanculo a quella vecchia decrepita della loro regina, che  non si decide a crepare, e con lei anche a quel ritardato di suo figlio e a quegli snob pezzi di merda dei nipoti. L’era delle monarchie è finita un secolo fa, stronzi, imparate ad allacciarvi le scarpe e pulirvi il culo da soli e cominciate ad essere utili alla società.

Fanculo la città di Londra.

Fanculo le adolescenti inglesi, con la loro pelle pallida, i loro capelli chiari, i loro fisici perfetti, la loro disinvoltura e dissolutezza, tutto ciò che di loro le rende così stramaledettamente fighe; fanculo perché è tutta una menzogna: appena superati i 25 anni le loro tette cadranno verso il pavimento, i loro fianchi straborderanno da qualunque taglia di jeans, i loro ventri piatti si gonfieranno, i loro denti si ingialliranno, i loro visi diventeranno orribili versioni cubiste di quel che erano un tempo.

Fanculo Lewis Hamilton e la sua fottuta fortuna sfacciata. L’ho detto è lo ribadisco: lo voglio morto. Non sto scherzando; se gli capita un incidente come quello di Webber di ieri e la testa gli si stacca dal collo nell’impatto con l’asfalto io festeggerò come se fosse capodanno.

Fanculo alla nazionale inglese di calcio. Stupidi inutili palloni gonfiati. Piangete nell’angolino di un pub versando lacrime sul boccale pieno di birra tedesca che vi sta di fronte: 4 a 1, porca puttana, 4 a 1! Il gol di Lampard non visto vi sta solo bene!

Fanculo agli architetti inglesi: Richard Rogers è nato a Firenze, David Chipperfield non passa a Londra più tempo di quel che è necessario e tutti gli altri possono continuare a morire di desolazione all’ombra di Sir Norman Foster.

Fanculo agli sport britannici del cazzo. Il lacrosse, il cricket e qualunque altra cazzata sia stata partorita dalle vostre menti deviate. E fanculo anche al vostro rugby noioso e volgare: non c’è nulla di signorile nel rugby, non c’è onore, non c’è rispetto, non c’è classe. C’è solo noia. Gli Stati Uniti hanno preso una cosa che voi avete fatto male, l’hanno trasformata e ne hanno fatto qualcosa di eccezionale . Come è successo con mille altre cose, del resto.

Fanculo agli attori inglesi. Fanculo Jude Law, Hugh Grant, Rupert Everett, Liam Neeson, Hugh Laurie, Kate Winslet ed Emily Watson. Fanculo persino a Tim Roth e Rachel Weisz, che non è e non è mai stata poi sto gran pezzo di figa. E soprattutto fanculo al frocetto che fa Twilight. Mi dispiace solo che nella categoria rientri Kyra Knightley, ma immagino che sia vero ciò che dice De Andrè che i fiori possono nascere anche nella merda.

Strafanculo ad Harry Potter.

E infine fanculo alla musica inglese, agli Oesis, ai Blur, a Robbie Williams, Elton John, Amy Winehouse e chiunque altro abbia mai intonato una sola nota dalla sua bocca dai denti storti partorita dalla terra brulla di quell’isola grigia e insignificante che chiamano Inghilterra.

Sapete cosa? Fanculo anche ai Beatles. Se avessi letto The Catcher in the Rye sparerei anch’io a John Lennon!

P.S.:

Non azzardate un paragone con l’originale, sarebbe impietoso.

10
mag
10

Cos’è Pisciacontrovento

Pisciacontrovento è sempre più prossimo alle 10000 visite e questo perchè sempre più gente (in media una ventina di click al giorno) viene indirizzata da google su questo blog perché era alla ricerca di un’immagine del quadro Guernica. Di questa grande mole di visitatori ignari di che razza di sito insulso stanno navigando, forse, qualcuno commette l’errore di soffermarsi a leggere alcune righe scivolate via dalla mia tastiera umidiccia fino ai vostri monitor macchiati; o forse no; più probabilmente no, in effetti; non mi importa. Ebbene, non mi sembra giusto che questi poveri malcapitati debbano impiegare più di un paragrafo per realizzare che l’indirizzo http://pisciacontrovento.wordpress.com/ non coduce a nulla di buono; per questo motivo è giusto, seppur tardivamente, spendere due parole su cos’è questo blog e quali sono le sue finalità.

Partiamo dalle finalità.

Pisciacontrovento non ha nessun fine, nessuno scopo, nessun obiettivo, nessuna mira, nessuna meta, nessun traguardo, nessun desiderio, speranza o volontà di alcun tipo. Se pensate che vi stia dicendo qualcosa, vi sbagliate: neppure adesso sto davvero cercando di comunicarvi un concetto, queste pagine sono un vuoto esercizio di pessimo sarcasmo che servono a me per sgranchire le dita dopo una giornata passata di fronte allo sfondo nero di autocad. Se cercate qualcuno che vi comunichi qualcosa, posso inviarvi uno stamp del mio sfondo nero di autocad: è più eloquente di quanto non si creda.

Quindi, cos’è Pisciacontrovento?

Pisciacontrovento è la folata improvvisa che chiude con violenza la portafinestra di casa tua, vuota, mentre eri fuori sul balcone in una giornata fredda ed umida e ti costringe a barricarti nello stanzino per cercare riparo dalle intemperie e dallo scherno dei passanti.

Pisciacontrovento è Bush in cima alla rupe dalla quale stai per precipitare e che potrebbe aiutarti con un dito se volesse ma non lo fa perché semplicemente non glie ne fotte un cazzo (libera citazione da Kill The Messenger).

Pisciacontrovento è quella volta alla gita nei boschi con gli scout, quando ho consigliato ad una matricola, che aveva chiesto di potersi allontanare per andare a pisciare, di farla contro vento, perché così l’aria fresca che accarezza i genitali avrebbe reso più piacevole l’esperienza; e il ragazzino è tornato con i pantaloni bagnati. E’ hating immotivato.

Pisciacontrovento è un pallido clone di qualcos’altro di simile ma fatto meglio.

Pisciacontrovento è come questo post.

Così.

06
gen
09

Buoni propositi per il 2009

Pisciacontrovento riapre i battenti nel 2009. Non solo i battenti, riapriamo anche le porte girevoli, le porte scorrevoli, qualche finestra per far fuoriuscire questo tremendo tanfo di sudorazione mista a disprezzo e persino la porta del bagno; l’unica cosa che non riapriamo sono le rampe per disabili perché siamo fermamente contro l’abbattimento delle barriere architettoniche e contro i parcheggi riservati. E cosa c’è di meglio, per inaugurare il nuovo anno, di un piccolo sommario dei buoni propositi per la prossima stagione del blog più ignorato di wordpress? Probabilmente molte cose sarebbero meglio di questo, ma sinceramente sti cazzi!

I buoni propositi, dunque:

1. Liberare l’Italia dalla più grossa piaga che l’ha investita negli ultimi anni: il Tg com. Anche lo studio intenso e approfondito dei più reconditi meandri della psiche di quei coglioni che fanno i palinsesti non sarebbe in grado di spiegare la genesi del Tg com; non ha senso; non ha uno stramaledettissimo briciolo di senso. Notizie di nessuna rilevanza, esposte velocemente in modo sommario e pertanto fuorviante oltre che incompleto che non arricchiscono in alcun modo lo spettatore, semmai ne aumentano la predisposizione all’ulcera. Alla fine di un doppio giro di pubblicità, di un’edizione del Tg com, di un annuncio del Tg com che invita i pirla con la videocamera sul cellulare a mandare video barbosi, e di una edizione del meteo perfettamente inutile poiché riferita al giorno appena concluso, gli utenti di Mediaset possono finalmente guardare il secondo tempo del film in rotazione… peccato che ormai si siano dimenticati di quale film si trattasse e di che cazzo fosse successo nel primo tempo.

2. Spiegare la lezione ai comici italiani, a quel depravato rincoglionito del mio professore di storia dell’arte del liceo (sì, proprio tu, Alfredo Quaranta, testa di cazzo) e in generale a tutti i minorati mentali col senso dell’umorismo di un ciccio bello parlante che cercano di creare puerili doppi sensi in riferimento all’organo riproduttivo maschile: che sia chiaro una volta per tutte, porco Thor, IL PENE NON E’ UN MUSCOLO, è un organo. La prossima volta che volete usare un malcelato riferimento al vostro malfunzionante fallo, usate espressioni come “pisellino”, “tronchetto mozzo” o “ago nel pagliaio”, ma non dite “non mi serve la palestra, il muscolo che mi interessa è già sviluppato”. Non mi interessa se quelle oche cretine che frequentate ridono, la cosa non vi rende meno ignoranti, semmai vi rende più bugiardi.

3. Celebrare degnamente le Panatenee.

4. Sputare in faccia a J. J. Abrams, possibilmente con l’ausilio di molte persone e con una saliva ricca di catarro e brandelli di carne rimasti trai denti dopo il cenone di capodanno.

5. Cambiare questa grafica di merda del blog.

Altri buoni propositi per il momento non ne ho. Buon anno.

01
dic
08

Lettera aperta agli scioperanti nel settore dei trasporti pubblici

Avete rotto il cazzo, stronzi.

18
giu
08

Benvenuta estate

Non vorrei che fosse un azzardo, ma credo di poter affermare con contenuto rischio di smentite che la stagione delle grandi piogge si è conclusa ed ha lasciato spazio all’estate. Dopo 48 giorni in cui la pioggia si è presentata puntuale sui cieli della Black City senza mai prendersi un solo giorno ferie o di malattia (non so se sono davvero 48, non li ho contati, però ad usare cifre esatte chi legge non ha l’impressione che si tratti di una iperbole …. per Sir Tristan: un’iperbole è una esagerazione) oggi è arrivato il sole ed il gran caldo.

Il fatto di per se non fa assolutamente notizia perché interessa qualcosa meno di niente tanto a voi quanto a me, ragion per cui probabilmente domani sarà tema di dibattito su Studio Aperto. Il vero motivo per cui segnalo le mutate condizioni meteo della città nella quale lentamente logoro i giorni che mi separano dalla morte, è che in loro conseguenza sono mutate anche le condizioni della qualità della vita nella metropoli (non starò qui a disquisire con voi della legittimità dell’uso di questo termine).

Perché se arriva l’estate la conseguenza più rilevante non è che io inizio a morire di caldo in quella gabbia per criceti 5 metri per 5 che è la mia abitazione, ma che la natura si risveglia. Ecco cosa intendo per natura che si risveglia: le diciassettenni gambe lunghe, fianchi stretti, tette dure della città e del suo hinterland si infilano un paio di shorts bianchi, un top scollato, un paio di ballerine e qualche pinzillacchera di varia natura e si precipitano in centro a fare shopping.

E all’improvviso via Garibaldi si tinge dei colori del paradiso, via Roma suona la musica della pace dei sensi e tutti gli dei del cielo smettono di scommettere su quanti morti ci saranno domani in Medio Oriente e volgono lo sguardo sotto i portici di via Po per compiacersi di quel che hanno creato.

E se il clima di Milano è cambiato come il nostro non oso immaginare cosa ci sarà nei prossimi sabati in Duomo; non oso perché in questo momento scrivo da un’aula studio e mio nonno il giorno della mia prima comunione mi ha dato un solo importante insegnamento: eccitarsi in luoghi pubblici è maleducazione.

Io non lo so se davvero il diavolo veste Prada, ma gran parte delle migliori tentazioni che è riuscito a produrre hanno una borsa di Hello Kitty, e ben poche di Luis Vuitton.

27
mag
08

Cristo voleva andare oltre Eboli, ma è ancora lì alla fermata che aspetta

La vita propone mille occasioni ogni giorno per farsi maledire, una tra le più significative è quella del doversi spostare.  Il XX secolo ha completamente trasformato il concetto di movimento. In peggio. In teoria spostarsi significa partire da un punto A e raggiungere un punto B lungo un percorso AB; oggi invece spostarsi vuol dire mettersi nelle mani del destino e sperare che prima o poi arriverai da qualche parte e che quel luogo ti sia di qualche interesse ed utilità. E questo vale per qualunque tipologia di spostamento, persino quello pedonale.

Tuttavia il modo migliore per odiare se stessi è viaggiare con i mezzi pubblici. E non parlo solo delle banali argomentazioni come “gli autobus sono sempre in ritardo”, “i tram sono tutti vecchi e sporchi”, e tutte le altre frasi che ai vecchi di città escono fuori quasi inconsciamente come capita loro anche per le scorregge. Io parlo dei difetti intrinseci del trasporto pubblico in Italia.

I miei viaggi in tram si dividono in due categorie: quelli in cui prego Dio perché fulmini tutti coloro che prendono il tram, perché è troppo affollato, e quelli in cui prego Dio perché fulmini tutti coloro che non lo prendono, perché centinaia di auto intasano il traffico e il tram, seppure vuoto, non si muove. Questo da un lato mi rende contraddittorio, visto che prego per cose opposte, dall’altro mi rende stupido, visto che prego. Ci ho riflettuto ed ho concluso che i tram sono pieni di vecchi e le strade sono piene di tutti gli altri, che per comodità chiamerò “gente a cui lo scorrere del tempo non ha ancora portato via il ruolo nella società e la dignità”. Basterebbe che la “gente a cui lo scorrere del tempo non ha ancora portato via il ruolo nella società e la dignità” facesse un favore al pianeta lasciando l’auto a casa e viaggiando in tram e che i vecchi avessero la compiacenza di starsene a casa o meglio ancora di crepare. Così io potrei viaggiare velocemente in mezzi non troppo affollati, il che mi allungherebbe la vita visto che ogni volta che l’autista frena bruscamente ed il mio gomito urta il sedere flaccido di una vecchia obesa una parte di me muore.

E poi i vecchi sono tutti rincoglioniti, a partire da quella che fa perdere un verde all’autista perché ci mette 3 minuti a scendere 2 scalini fino a quell’idiota che mi chiede “scendi alla prossima?”. Ma porca puttana, sono l’unico stronzo in piedi davanti alla porta di un autobus semivuoto, cosa cazzo credi che ci faccia qui? Allora non gli rispondo, sia perché non esistono risposte giuste alle domande sbagliate, sia perché così resterà in ansia fino alla fermata successiva nel dubbio che io possa essergli da ostacolo quando dovrà scendere; perché la cosa lo mette in ansia, come se lui fosse Indiana Jones e le porte del bus un pesante portale in pietra che si abbassa inesorabilmente mentre lui corre per passarci prima che si chiuda e lo lasci intrappolato per sempre in una tomba Inca. Giuro che se gli cade il cappello mentre scende e cerca di riprenderlo gli pesto una mano!

Tra parentesi: i vecchi si fanno mettere in ansia da qualunque cosa e vedono la mano del demonio in ogni dove. La sorella di mia nonna è anziana è vede la mano del demonio nelle automobili e nei computer. Io non sono anziano e vedo la mano del demonio nel gol di Ibrahimovic del 18 maggio 2008. Chiusa parentesi.

Così la mia anima grida vendetta ogni volta che il 16 passa un istante prima che io arrivi alla fermata, ogni volta che piove dove manca la pensilina e il 33 non passa per mezz’ora, ogni volta che porto due zaini ed un rotolo di disegni e la metro è piena da far schifo e resto schiacciato contro la pancia di un ciccione sudaticcio e maleodorante. Allora chiudo gli occhi e ricordo quando sono stato ad Amsterdam, con tutte quelle biciclette che viaggiavano indisturbate sulle strade che appartengono più a loro che alle auto, in un idilliaco clima di salubrità, e ricordo quanto stracazzo odiassi quelle maledette biciclette; e allora riapro gli occhi e la fermata di Corso Mediterraneo mi sembra meno lontana.

Esse-P

12
mag
08

Nessun blogger è un’isola

Io, come credo tutte le persone sane dovrebbero fare, odio quella frangia di vegetariani che cercano di convincere noialtri a diventare tristi contronatura come loro, un po’ come si odiano i testimoni di Geova, ma senza il “oh poverini, gli hanno fatto il lavaggio del cervello”, perché i vegetariani attivisti non possono lavarsi il cervello: sarebbe un maltrattamento verso gli animali.

Cosa c’entra tutto questo col fatto che mi sia affiancato al buon vecchio Madman nel postare in questo blog? C’entra. Non solo perché di tanto in tanto andiamo a mangiare pollo fritto davanti ai cortei animalisti, ma soprattutto perché scrivendo su un blog posso condividere con tutte le persone di cui non mi frega un cazzo l’odio verso altre persone di cui non mi frega un cazzo. È una bella sensazione, come quando mi faccio il bidè con lo shampoo e sento le palle fresche per tutta la mattina, ma senza le irritazioni che non avevo letto tra le controindicazioni.

Nessun blogger è un’isola perché io sono il Nicholas Hoult che è entrato nel blog di Hugh Grant mostrandogli la vacuità della sua esistenza su second life (sì, in questa metafora io sono un ragazzino che crescendo interpreterà il don Giovanni della situazione nel peggiore telefilm di MTV di sempre pur avendo una faccia da culo; e Madman è un attore inglese dalla voce insopportabile e dal taglio bizzarro).

Sono sicuro che Mad si sia già pentito di avermi invitato a postare sul suo blog… ma non verrà a tirarmi secchi di vernice addosso per questo.

Esse-P

07
mag
08

Il Termometro E’ Guasto

E stando alle vigenti leggi della fisica e alla relativa stabilità del mercurio, non so proprio come sia possibile, e, per carità, non voglio saperlo. Fatto sta che sono uno zombie ormai da 3 giorni, mi dedico a gta iv, perchè per 73 euri devi per forza arrivare al punto di confondere la realtà con la finzione. Di fatti l’altra notte, verso le 4, guidavo l’ hammer con ” The Crackhouse ” in sottofondo ed ero relativamente felice quando, all’ improvviso, sono stato colto da un attacco di narcolessia fulminante; al mio risveglio mi sarei aspettato di tutto, di essere fuori strada con il guardrail ficcato nelle costole ed il mio stesso sangue a soffocarmi, ambulanze, gente, urla, terrore generale, avevo quasi pensato di non svegliarmi più per non avvertire il dolore lancinante e lasciarmi morire in maniera più tranquilla possibile. Invece, con mio grande stupore/felicità, mi sono reso conto che il mio unico problema fosse la bavetta che colava sul cuscino e un gruppo di tamarri che mi picchiavano per averli ammaccato la cadillac. Queste sono le cose che mi fanno capire quanto la vita sia importante, da quella notte io l’amo più di ogni altra cosa, sono contento di essere vivo per miracolo, ed ho imparato che in nessun caso si guida in quelle condizioni.

..a meno che tu non abbia già salvato la partita.

MadMan




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