Archivio per la categoria 'Spazzatura dal mondo (News)'

10
mag
09

Boom boom pow

SpiderporkPisciacontrovento tace da quasi due mesi. In questo lasso di tempo molti eventi si sono succeduti, almeno tre degni di essere citati per il modo in cui hanno sconvolto le nostre vite, eventi sconvolgenti che però folgoranti vide il mio genio e tacque, poiché di mille voci (idiote) al seguito ha deciso di non mischiare anche la sua. Quali eventi? Beh, è ovvio: 1-la terra ha tremato sotto il secondo capoluogo più inutile d’Italia (tanto per la cronaca nella mia speciale classifica il primo è Campobasso), 2-una qualche specie di maledizione ancestrale si è abbattuta sulla razza suina che abita il centro America e sui suoi maiali, e soprattutto 3-Lindsay ha lasciato quel cesso della ex fidanzata (forse in seguito all’esplicito consiglio di Eminem).

Ed ecco che gente di tutte le provenienze e di tutte le estrazioni sociali, dopo un periodo di sacrosanto e profondo lutto, ha iniziato a sparare cazzate. Si sono lamentati che nessuno abbia dato ascolto ad un cretino qualunque che mentre misurava la magnitudo delle sue scoregge con un termometro avrebbe “previsto l’imminente terremoto”; hanno contestato a gran voce quei maledetti che “hanno costruito i palazzi mettendo la sabbia nel cemento” il che, espresso in questo modo, è un po’ come lamentarsi che un automobilista incidentato sia stato sfregiato da una scheggia perché “hanno costruito l’auto mettendo il vetro nel parabrezza”; hanno immediatamente espresso l’intenzione di restaurare i monumenti caduti “com’erano e dov’erano”, un’espressione che in un ipotetico parallelismo tra il mondo del restauro e quello della cristianità suonerebbe grosso modo come “p**** D**”. E Pisciacontrovento? Zitto.

Ed ecco che gente di tutte le provenienze e di tutte le estrazioni sociali, ma forse soprattutto quella stessa frazione di loro che ha scaricato la suoneria di Spiderpork dopo che è uscito il film dei Simpson, ha smesso di mangiare qualunque cosa che potesse vagamente essere associato ad un maiale, eliminando così dalla propria dieta praticamente il 97% dei prodotti alimentari. Ogni volta che viene fuori una nuova malattia che potresti aver contratto solo facendoti inculare dall’animale da cui prende il nome, chi ci rimette sono sempre i macellai. E Pisciacontrovento? Zitto.

Ed oltre questi molti altri sono stati i deliri collettivi che in questi due mesi hanno investito quella massa informe di deficienti che i cartelloni pubblicitari di propaganda politica in cui si fa il tiro alla fune si ostinano a chiamare italiani, a partire da quella strana malattia degenerativa del sistema digestivo che colpisce i telespettatori ogni qual volta finisce un reality e che li spinge a cagare dalla bocca ogni qual volta iniziano una conversazione. E Pisciacontrovento? Zitto.

Cosa può essere accaduto, dunque, di così eclatante da spingere Pisciacontrovento ad interrompere un silenzio che neppure i più roboanti degli avvenimenti sembravano in grado di scalfire? In realtà niente, ma visto che l’unico titolo che mi veniva in mente per il post era “Boom boom pow” ne approfitto per segnalarvi che i Black Eyed Peas hanno finalmente imparato da Kanye West come si fa un singolo come si deve.

18
gen
09

Ho risolto il problema della attuale crisi economica mondiale …. e l’ho fatto più di tre lustri fa!

Sono bambino. Non saprei stimare quanti anni avessi perché a me i bambini sembrano tutti ritardati uguali, a prescindere dall’età. Sono in piazza, forse di domenica sera, con i miei genitori; i miei sono fermi a parlare all’infinito con qualche loro conoscente che di sicuro mi stava sul cazzo e che oggi, a distanza di un paio di decenni, non sanno più nemmeno se è vivo o morto. Da bravo rompicoglioni qual è ogni bambino degno di tale nome, inizio a lamentarmi perché voglio un gelato, il cucciolone (mangiavo sempre il cucciolone perché volevo verificare che durasse davvero 10 morsi, le barzellette mi sa che ancora non le sapevo leggere, ma anche se avessi saputo farlo non mi avrebbero fatto ridere comunque); dopo dieci minuti che batto i piedi per terra mio padre si decide a concedermelo, ma per la prima volta non va a prenderlo lui di persona, bensì mi mette in mano 5 mila lire, mi spiega con attenzione e ripetutamente (perché i bambini, lo ripeto, sono tutti ritardati) cosa devo fare, e mi manda a comprare il gelato. Lasciando perdere il fatto che ero così impegnato a ricordarmi del resto che mi sono dimenticato di prendere il gelato e sono dovuto tornare dentro il bar tra l’ilarità generale, quella è stata la prima volta che ho capito come funziona l’economia: si danno dei soldi ed in cambio si riceve un bene materiale.

Passa qualche tempo, sono sempre un bambino e pertanto, nonostante mi sia messo a leggere la divina commedia di mia iniziativa in versione originale in prima elementare, sono ancora un ritardato. Questa volta siamo all’estero, forse il primo viaggio fuori dall’Italia con la mia famiglia, forse progettavamo di abbandonare mia sorella perché non smetteva di piangere da 25 lunazioni, non lo so. Fatto sta che siamo all’estero e papà mi spiega che all’estero non ci sono le lire, ma altre monete, per cui bisogna fare il cambio, ma lui, per evitare il fastidio del cambio, ha portato pochi contanti e userà la carta di credito. Questo va contro tutte (una) le mie cognizioni di economia e finanza: come faremo a mangiare, dormire e comprare il cucciolone senza soldi? Dopo aver assommato i miei piagnistei a quelli di mia sorella per aver scoperto che in quel <qualunque cazzo di posto fossimo> il cucciolone non esiste, imparo una nuova lezione di economia: un capitale può essere versato a qualcuno in cambio di un servizio o di un bene materiale anche in forme diverse da quella fisica-monetaria, basta che la liquidità fisica-monetaria sia presente in una banca e possa essere associata a mezzi di pagamento virtuali-non fisici, come le carte di credito o gli assegni.

maglia del parma per la champions, vi rendete conto? la championes!

maglia del parma per la champions, vi rendete conto? la championes!

Passa ancora qualche tempo. Sono un ragazzino, quindi, come tutti i ragazzini (ma un po’ meno rispetto agli altri) sono ritardato quanto un bambino, ma in più ho i brufoli. Inizio ad interessarmi al calcio e decido che tifo per il Parma (perché per il Parma nonostante io sia del sud? Magari un giorno ve lo racconto, magari no). La mia squadra del cuore vanta tanti nomi di grandi giocatori, vince una coppa uefa, ne vince un’altra, gareggia con le grandi per vincere lo scudetto, ed io sono contento. Ho anche la maglietta di Crespo e quella di Thuram (ho detto meno ritardato degli altri, non ho detto che non lo ero per niente…).

È il 2003. Sono un adolescente, pertanto sono nella fase della mia vita in cui raggiungo l’apice dell’essere ritardati (questa volta in misura pari a tutti gli altri). Non capisco nulla di economia e finanza e mi sta bene così. Un giorno quel pirla con la cravatta che parla al TG1 dice che la Parmalat e Callisto Tanzi hanno fatto crack. Lì per lì capisco solo sommariamente cosa significa, ma nei mesi a seguire il Parma vende tutti i suoi migliori giocatori e continua ad essere coperto di debiti, mentre i cartoni del latte costano sempre meno ed io non sono più contento.

Rifletto.

In base alle mie conoscenze pregresse (due) dell’economia e della finanza, e della produzione industriale, il procedimento dovrebbe essere questo: Tanzi fa il latte, il latte viene venduto, Tanzi incassa dei soldi, spende quei soldi per fare altro latte, vende l’altro latte e così via. Bè, può succedere che non tutto il latte prodotto venga venduto. Allora torno per un attimo il bambino che batteva i piedi per il cucciolone e chiedo: “quanti cazzo di cartoni di latte non sono riusciti a vendere per generare 3,5 miliardi di debiti?”.

È in quel momento che perfeziono la conoscenza della mia terza lezione di economia: non è necessario possedere  una liquidità associata a dei valori virtuali-non fisici per utilizzare quei valori, perché le banche fanno dei prestiti alle società, le società investono in titoli, i titoli generano azioni, le azioni perdono e acquistano valore in base a meccanismi che trascendono il volere persino di coloro che hanno creato i meccanismi stessi, in un turbine di labirinti truffaldini che si intricano sempre di più, fino a quando le mie cinque mila lire reali sono non servono più a un cazzo ed anche il cucciolone è diventato una s.p.a. ed il suo azionista di maggioranza si è sparato un colpo in testa perché aveva investito in titoli di stato albanesi.

che poi il bamboccio di sto disegno somiglia pure a com'ero da piccolo

che poi il bamboccio di sto disegno somiglia pure a com'ero da piccolo

Sono di nuovo un bambino. È di nuovo quella domenica sera, voglio di nuovo il cucciolone ma stavolta mio padre non cede ai miei capricci. Entro lo stesso nel bar; chiedo il cucciolone; il barista mi chiede i soldi; gli dico che non li ho; gli chiedo se posso remunerare la sua rinuncia al bene materiale con un valore monetario fittizio che genererà valore in futuro sulla base di scambi finanziari che si tengono in altri bar di tutto il mondo e gli propongo di assumere temporaneamente la proprietà della mia macchinina dei pompieri come ipoteca sulla restituzione del valore del cucciolone. Il barista mi risponde “E a chi cazzo la rivendo poi la macchinina dei pompieri? Niente soldi, niente cucciolone!”. Io rinuncio al cucciolone, il bar della piazza non fa crack.

E’ l’esperienza di un ritardato, eppure è così dannatamente semplice.

06
ott
08

Fashion Victim

Non si parla più del Tibet.

C’è un proverbio che recita: “chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni”. Benché io non abbia mai messo in preventivo l’ipotesi di “farmi il cazzo” di qualcun altro, e che nonostante ciò non abbia nessun interesse ad estendere la mia longevità fino ai dieci lustri poiché credo che una morte dignitosa non debba farsi attendere oltre i 75 – 80 anni, io credo in questo proverbio. Ci credo perché immagino che non vada inteso in senso letterale, ma verosimilmente vada parafrasato con qualcosa come “si trae giovamento dal non immischiarsi nelle faccende altrui”.

Seguendo questo principio generale desumo di volta in volta dei corollari che si adattano alle occasioni. Come dire: se il vicino di casa ogni sera torna da lavoro, si siede a tavola, beve una birra, scaglia la bottiglia vuota contro la moglie e comincia a pestarla a sangue, tu non intervenire: finché la donna non chiede il tuo aiuto non sono affari tuoi (anche perché se una donna non chiede aiuto in situazioni del genere, non è spaventata, o ingenua, è una completa deficiente e forse se le merita anche).

Oppure: se una donna anziana sale sul bus e non trova posto, non alzarti per cederle il tuo: fino a quando non te lo chiede la cosa non ti riguarda (che poi io decida di rimanere seduto anche dopo che la mia fermata è passata per il gusto di farla rimanere in piedi, è tutta un’altra storia…).

Parlando di temi più rilevanti, la guerra in Iraq, secondo il principio in questione, non era lecita. Lasciamo da parte i secondi fini che certamente ci sono stati, parliamo solo della motivazione ufficiale della guerra: portare la democrazia alla popolazione irachena. E chi cazzo ve l’ha chiesta? Avete letto qualche letterina a Babbo Natale con scritto “vorrei una macchina telecomandata, un pallone da calcio e un po’ di democrazia, a casa la stiamo finendo”? No! In medio oriente Babbo Natale ce l’hanno anche sul cazzo!

Diverso, tuttavia, è il caso del Tibet. I Tibetani, effettivamente, hanno chiesto il nostro aiuto. E tutti noi, prontamente, ci siamo precipitati a darglielo: con coraggio e destrezza siamo scesi nelle NOSTRE piazze, vestiti di rosso, a marciare per la loro libertà. E non contenti dell’inutilità di questo gesto, ce la siamo presa con la fiamma olimpica, nello stesso modo in cui un fidanzato incazzato con la ragazza dopo una lite furibonda al telefono, se la prende col cellulare: che cazzo c’entra il cellulare? Scaglia lei contro lo spigolo del muro, il tuo iPhone vale molto di più! Ed ancora altre manifestazioni di supporto al Tibet si sono succedute, una miriade di pacche sulle spalle ad un semisconosciuto in difficoltà che della pacca sulla spalla non se ne fa un emerito cazzo. Ma è bello sentire che si sta lottando per qualcosa di importante, lottando con tutti i mezzi possibili e con tutto il coraggio, perché ci vuole tanto coraggio a dire “la Cina si comporta male” quando ormai sei sul tuo aereo per l’Italia con la tua medaglia olimpica in tasca!

Tutti dalla parte del Tibet, tutti in piazza perché le atrocità verso i popoli oppressi non devono essere ignorati.

Poi le olimpiadi finiscono, il Tibet non è più di moda e a nessuno frega più una sega dei bonzi vestiti di rosso.

Sono troppo banale se chiudo il post dando degli ipocriti a quel VOI generico e spersonificato a cui ai media non piace riferirsi?

Ipocriti! (sia VOI che i media).

08
set
08

MTV VMAs 2k8

Si sono svolti questa notte, mentre l’Italia intera riposava felice appagata dalla retrocessione inflitta dalla FIA a quella testa di cazzo che deve solo ficcarsi un fallo gigante in bocca e stare zitto di Hamilton, gli MTV Video Music Awards 2008.
Lindsay in compagnia di questo cesso di cantante, tale Samantha Ronson (dovrebbe essere una donna)
Lindsay in compagnia di quel cesso della sua ragazza, tale Samantha Ronson (sì, pare che sia una donna)

Location di quest’anno gli studi della Paramount a Hollywood. Certo, la sala del main show non era quella spettacolare della Radio City Music Hall di NYC e, certo, l’arrivo al red carpet non è stato una figata quanto quello in yacht dell’edizione di Miami, ma devo dire che l’ambientazione hollywoodiana aveva il suo fascino, soprattutto per le esibizioni fuori dallo stage principale.

Rapido excursus delle annotazioni rilevanti della serata:

- Lindsay Lohan è tornata rossa! Grazie a Dio. Adesso il mondo ha di nuovo un senso e possiamo tornare a dormire sonni tranquilli.
- Il consulente d’immagine di Britney la sta pilotando verso il ritorno all’immagine di brava ragazza che l’ha resa famosa: ha vinto tre premi, non era ubriaca, non ha detto nulla di imbarazzante e non ha fatto altro che sorridere e ringraziare per tutta la serata. Adesso le manca solo tornare gnocca come ai tempi d’oro e la riavremo come nuova, anche se personalmente preferivo la nasty Brit che andava in giro per i locali a dire agli uomini “sniffami tra le tette” a questa marionetta telecomandata col doppio mento.
- I Tokio Hotel sono una banda di mocciosi stupidi e pure un po’ froci. In genere non amo calcare la mano su invettive che già in troppi hanno fatto prima di me, ma questi maledetti crucchi mi stanno tremendamente sul cazzo, sono vestiti per 2/4 come degli handicappati, per 1/4 come il giapponese rincoglionito del video “freestyler” dei Bomfunk mc’s e per 1/4 come una battona rumena o peggio come sua zia rom. I 4 frocetti si sono presentati su un monster truck invece che in limousine pensando di fare gli zarri, ma per fortuna c’era T-Pain a smontargli la testa giungendo al red carpet in sella ad un ELEFANTE!!! (T-Pain, per caso hai ascoltato badabum cha cha di Marracash?)
- Rihanna è apparsa sul palco con un look ed uno stile del tutto nuovi e con una circonferenza cosce prossima al metro e mezzo.
- Kid Rock è una checca e non capirò mai perché è diventato famoso.
- Pink aveva dello scotch sui capezzoli.
- T.I. ha spaccato come sempre.
- Le tette di plastica di Cristina Aguilera sono uscite indenni dalla tremenda devastazione che ha investito il suo corpo, un uragano chiamato non “Hanna” ma “gravidanza”. Nonostante i fianchi triplicati e i pantaloni attillatissimi che sembravano  dire “sì, questa è la mia vagina! Lo so, è enorme, pensate che la uso al posto della borsetta!”, la sua è stata la migliore performance.
- Kety Perry non è solo arrapante oltre i limiti di legge, è anche una svampita totale. Non so se ieri sera fosse ubriaca a livello o se invece è così di natura, ma in entrambi i casi in 30 secondi di parole sconnesse ha scalato la mia personale classifica delle donne dei miei sogni.
- ed ai vertici della classifica di cui sopra c’è anche Miley Cyrus, che ieri ha fatto la sua bella figura, almeno fino a quando non ha aperto bocca; sì perché questa ragazzina ha la voce di un cinquantenne fumatore, è impressionante. Comunque sia è un dettaglio trascurabile: Miley resterà un mio sogno erotico ricorrente di qui fino al giorno del suo diciottesimo compleanno.

Nel complesso sono stati dei VMA’s interessanti, ma senza particolari picchi di spettacolo. Il presentatore è un “chicazzol’havistomai” dall’accento britannico spiccatissimo ed insopportabile, abbastanza divertente devo dire, anche se il suo monologo di apertura è stato un po’ troppo politico; voglio dire: abbiamo capito che Bush è un idiota, e sì, noi tutti ci auguriamo che vinca Obama, però basta, ne abbiamo fin sopra i peli pubici di questa satira anti-repubblicana … finirà con l’essere controproducente.

Infine nessun commento sulla performance di chiusura di Kanye West: ero stanco e sono andato a dormire. 

Gallery:

08
giu
08

Pericolo scampato

Ora possiamo esserne certi, NON sarà una donna il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Il mondo è salvo.

I quattro cavalieri dell’Apocalisse, che stavano già da tempo riscaldando le gomme in attesa che gli americani eleggessero Hilary Clinton nuovo capo della Casa Bianca rompendo così il settimo sigillo, sono rientrati ai box appena ricevuta la notizia. Il loro portavoce, Pestilenza, ha rilasciato nervosamente una dichiarazione prima di lasciare la conferenza stampa vistosamente contrariato: “è solo questione di tempo, prima o poi gli esseri umani saranno così stupidi da conferire il massimo potere della Terra ad una donna, ed allora la fine del Mondo verrà!”. Silenzio stampa per gli altri tre, solo Carestia si è lasciato andare a quello che sembrava un commento, ma poi si è scoperto che stava solo chiedendo spiccioli per “comprare un panino”.




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