<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Piscia Contro Vento</title>
	<atom:link href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com</link>
	<description>Feng Shui In Supposte</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Dec 2011 07:43:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='pisciacontrovento.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Piscia Contro Vento</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/osd.xml" title="Piscia Contro Vento" />
	<atom:link rel='hub' href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>L&#8217;ultimo giorno</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2011/10/06/lultimo-giorno/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2011/10/06/lultimo-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=361</guid>
		<description><![CDATA[Ci svegliamo non prima delle nove. Ci guardiamo, ci abbracciamo, ci baciamo, facciamo l&#8217;amore, ma ogni gesto ha il retrogusto amaro di un imminente lungo addio ed allo stesso tempo il fascino immenso del vivere ogni momento fino in fondo perché è un momento vissuto, ancora per un po&#8217;, insieme. La mattinata scorre velocemente, o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=361&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci svegliamo non prima delle nove.</p>
<p>Ci guardiamo, ci abbracciamo, ci baciamo, facciamo l&#8217;amore, ma ogni gesto ha il retrogusto amaro di un imminente lungo addio ed allo stesso tempo il fascino immenso del vivere ogni momento fino in fondo perché è un momento vissuto, ancora per un po&#8217;, insieme.</p>
<p>La mattinata scorre velocemente, o forse molto lentamente, o forse a momenti addirittura si blocca: non lo so, adesso che scrivo a qualche giorno di distanza stento a ricordarlo.</p>
<p>Ciò che ricordo sono tanti passi messi in fila sotto il sole battente mentre andiamo a fare il biglietto del pullman per l&#8217;aeroporto della capitale e la preoccupazione costante di non perdere mai la sua mano, o il suo abbraccio.</p>
<p>Ciò che ricordo sono immagini sfocate del centro della città e del mercato con mille souvenir; immagini sfocate, perché in primo piano c&#8217;è il suo viso ed è su quello che la mia vista mette a fuoco.</p>
<p>E poi un ristorante, una sala particolare e caratteristica, una cameriera impacciata, una birra, un piatto di cibi piccanti, un altro piatto questa volta di carne e formaggi, un dolce, l&#8217;hotel, le valige, il taxi, la stazione dei pullman, la cassa del bancomat, il controllo dei bagagli, lei che passa il metal detector dopo l&#8217;ultimo di una serie infinita di abbracci, la voce che chiama la partenza, le che mi saluta, lei che si gira e mi saluta una seconda volta, una terza, una quarta, un&#8217;ultima volta prima di sparire dietro i vetri scuri dell&#8217;autobus.</p>
<p>E poi una sala d&#8217;attesa vuota ed un pullman in retromarcia annebbiati da due lacrimoni che proprio non vogliono saperne di stare al loro posto.</p>
<p>Apnea.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/361/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/361/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=361&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2011/10/06/lultimo-giorno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>carrefour</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2011/06/17/carrefour/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2011/06/17/carrefour/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 18:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Tiro fuori il cellulare dalla tasca e guardo l&#8217;ora. 18.26: sono uscito dall&#8217;ufficio un&#8217;ora e mezza fa! Stupida pioggia ininterrotta che sta mandando in tilt la città; stupida settimana di merda; stupida cassiera del supermercato che conta le monete una ad una impiegando un sacco di tempo e lasciandomi qui in questa stupida coda a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=358&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tiro fuori il cellulare dalla tasca e guardo l&#8217;ora. 18.26: sono uscito dall&#8217;ufficio un&#8217;ora e mezza fa!</p>
<p>Stupida pioggia ininterrotta che sta mandando in tilt la città; stupida settimana di merda; stupida cassiera del supermercato che conta le monete una ad una impiegando un sacco di tempo e lasciandomi qui in questa stupida coda a rimuginare su questa stupida settimana di merda.</p>
<p>In dipartimento le cose non vanno affatto bene: a quanto pare i tagli previsti dal ministero per il prossimo semestre saranno confermati e le borse di dottorato si ridurranno sensibilmente. Strano modo di fare: hanno investito tempo e risorse per formare una generazione cui ora voltano le spalle e negano un futuro. Laura dice che da noi verranno confermate al massimo tre persone, ed ha anche il coraggio di dirlo con la voce preoccupata di chi teme di non essere tra quelle tre; proprio lei che è la pupilla del dottor Masilli. Io mi sto spaccando la schiena ma non vedo risultati; questa maledetta settimana non ho ottenuto altro che insuccessi, l&#8217;anno prossimo non avrò un lavoro ed anche la mia partecipazione a quel progetto in Corea che sembrava cosa fatta ormai è saltata di sicuro perché c&#8217;è qualche problema burocratico che non può essere risolto. E questa stupida fila alla cassa ancora non si muove.</p>
<p>Quello che mi precede è un uomo sulla cinquantina, robusto, con una pancia vistosa ed i capelli grigi. Mi colpisce il suo naso grosso e rotondo; sembra quello di mio nonno. Ha un pessimo odore e questo di certo non allevia la mia insofferenza per le code, ma d&#8217;altronde con questa umidità pazzesca che non lascia tregua tutti quanti in città non hanno fatto altro che sudare tutto il giorno, anche solo stando fermi: sicuramente neanche io profumo di fiori di campo!</p>
<p>L&#8217;uomo estrae la roba dal sacchetto e la posa sul rullo della cassa. Fisso il mio cesto e penso che finalmente è quasi il mio turno, poi uscirò, arriverò a casa e potrò lasciarmi alle spalle questa maledetta settimana.</p>
<p>Sento un rumore ed alzo lo sguardo mentre l&#8217;uomo davanti a me ritrae il braccio dalla alta pila dei cesti della spesa; sembra che gli sia caduto qualcosa. Facendo un passo avanti do&#8217; un&#8217;occhiata rapida ma non vedo il fondo del cesto in alto. L&#8217;uomo è straniero, probabilmente dell&#8217;est Europa, mi dice qualcosa del tipo &#8220;no arrivo&#8221; e allora penso che magari per qualche motivo non può alzare il braccio e non riesce a prendere ciò che gli è caduto nel cesto. Guardo meglio e ci trovo un pezzo di speck confezionato.</p>
<p>Glie lo porgo; lui lo prende e lo lascia sul tavolino di fianco alla cassa, non sul rullo.</p>
<p>&#8220;No arrivo&#8221; ripete l&#8217;uomo mostrandomi un paio di banconote di piccolo taglio che tiene in mano: non mi stava dicendo che lo speck gli è caduto e non riusciva a prenderlo, mi stava dicendo che non può permetterselo con i soldi che ha.</p>
<p>Penso che è un mondo triste quello in cui un uomo deve rinunciare a qualcosa di essenziale perché non può permettersi neppure il necessario.</p>
<p>Mentre la cassiera passa al lettore laser i suoi acquisti noto ciò che è stato per lui tanto indispensabile da costringerlo a rinunciare allo speck: quattro lattine grandi di birra.</p>
<p>Per un attimo non sono più triste per lui e penso che se l&#8217;è cercata.</p>
<p>Poso la mia roba sul rullo, metto mano al portafogli per prendere la carta di credito su cui ancora, dopo sette anni che vivo fuori casa, la maggior parte dei soldi versati non sono miei ma di mio padre, e penso. Penso che magari quell&#8217;uomo non se l&#8217;è cercata; penso che dal suo sguardo di rassegnazione nel mostrarmi i 10 euro che non bastano per quattro birre ed un pezzo di speck mi è sembrato un uomo buono; penso che dal suo modo di rivolgersi alla cassiera mi è sembrato un uomo gentile; penso che magari la birra è più importante dello speck per lui perché è un uomo solo e lontano da casa; penso che magari è in Italia perché ha provato a prendere in mano la sua vita e rischiare di partire per ottenere qualcosa di meglio per se e per la sua famiglia ma gli è andata male e si è ritrovato solo e povero, e lontano da casa; oppure penso che magari invece nel suo paese di origine ha avuto tutte le possibilità che ho avuto io, tutto il supporto dei genitori che ho avuto io, tutto l&#8217;impegno che ho avuto io, ma lo stesso ad un certo punto della sua vita si è ritrovato ad essere soltanto uno straniero schiavo dell&#8217;alcool e con null&#8217;altro che 10 euro in tasca. Penso che la gente fallisce, spesso senza avere colpe, semplicemente da il meglio di sé ma fallisce lo stesso e si ritrova nella posizione in cui mai avrebbe immaginato di trovarsi. Penso che possa succedere a chiunque.</p>
<p>Mentre ritiro la carta di credito dalle mani della cassiera e prendo la busta in cui c&#8217;è la mia spesa, giro lo sguardo verso l&#8217;uscita e per un attimo rivedo il viso di quell&#8217;uomo dietro le porte scorrevoli di vetro, prima che si volti e sparisca per sempre nel grigiore di questo giorno piovoso. E&#8217; strano, ma ora che ci faccio caso, i suoi occhi sembrano identici ai miei.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/358/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=358&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2011/06/17/carrefour/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Conversazione con la mia D.</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/26/conversazione-con-la-mia-d/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/26/conversazione-con-la-mia-d/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 11:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=355</guid>
		<description><![CDATA[Joe era seduto ad un banale pranzo domenicale, di fronte al suo piatto ormai vuoto ed alle sue posate sporche; seduto lì, ai margini del tavolo ed ai margini della conversazione; come sempre, del resto. Ad un tratto avvertì la sua presenza, ruotò lo sguardo quel tanto che bastava per vederla e lei era lì, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=355&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Joe era seduto ad un banale pranzo domenicale, di fronte al suo piatto ormai vuoto ed alle sue posate sporche; seduto lì, ai margini del tavolo ed ai margini della conversazione; come sempre, del resto. Ad un tratto avvertì la sua presenza, ruotò lo sguardo quel tanto che bastava per vederla e lei era lì, materializzata all’improvviso al suo fianco, seduta ad un posto libero che Joe non aveva neppure notato esserci; era lì, bellissima e mostruosa come il ritornello di quella canzone che Joe non riusciva a togliersi dalla testa da giorni; bellissima e mostruosa; come sempre, del resto.</p>
<p>- Cosa ci fai tu qui?<br />
- Come cosa ci faccio? Questo è il mio posto.<br />
- No, non lo è. Credevo di essermi liberato di te.<br />
- Ahah, liberato di me … andiamo, non puoi mica “liberarti di me”. La verità è che ti sono mancata e non hai il coraggio di ammetterlo.<br />
- Non mi sei mancata affatto.<br />
- Farò finta di crederci se ti fa piacere.<br />
- Si può sapere perché sei tornata? Non sarà per colpa di quella ragazza …<br />
- “Quella ragazza”? Ma dai! Stai solo facendo un po’ lo stupido con una ragazzina che conosci da neanche due settimane e sembra che lei non abbia interesse. Non sai nulla di lei, non sai nemmeno quanto davvero ti piaccia. Non dare troppo peso a questa cosa, non è per così poco che mi sarei scomodata a tornare, non sono mica gelosa.<br />
Piuttosto, cos’è questo mortorio? Chi è questa gente?<br />
- Sono i miei familiari, lo sai benissimo.<br />
- E quei due?<br />
- Parenti della nonna, non ho capito bene in che modo sono siano imparentati; sinceramente non mi interessa. Dicono che li ho conosciuti, quando ero piccolo. Mah, a me sembrano dei perfetti estranei.<br />
- E dicevi di essere cambiato, di aver capito l’importanza della famiglia e di esserti impegnato a darle più valore … Stronzate. Te ne frega meno che prima.<br />
- Sono qui e sono contento di esserci. È questo il modo in cui do valore alla mia famiglia.<br />
- Farò finta di credere anche a questo, sempre se ti fa piacere; resta il fatto che non ti è nemmeno passato per la testa di sforzarti di scambiare due chiacchiere con quel tipo.<br />
- Lui! La sua voce. Non sarà mica per colpa sua che sei qui? C’è qualcosa che mi infastidisce nella sua voce, come se mi ricordasse qualcosa del mio passato. Magari mi ha rievocato inconsciamente un episodio della mia infanzia. È così? È per questo che sei venuta?<br />
- Oggi sei veramente ridicolo. Adesso provi anche a psicanalizzarti da solo? Neppure ci credi nella psicanalisi!<br />
- Credo in te. Devo capirne il perché.<br />
- Smettila di cercare un motivo. Hai già avuto la ragione che volevi: sono qui perché questo è il mio posto. Punto.<br />
- E allora perché eri sparita negli ultimi tempi?<br />
- Ti sei concesso una vacanza, no? Beh me la sono concessa anch’io. E poi volevo vedere come te la saresti cavata senza di me. Non particolarmente bene, devo dire.<br />
- Troverò il modo di sbarazzarmi di te, te lo assicuro.<br />
- No, non lo troverai. Perché non c’è. Io ti completo, io ti definisco; non potresti vivere senza di me, e in fondo questo tu lo sai. Adesso me ne starò seduta qui in silenzio al tuo fianco, quando andrai via da qui ti seguirò come un ombra e ti abbraccerò stretto ogni volta che dentro di te sentirai il bisogno che io lo faccia. Sono qui per te, sono parte di te. Non ti abbandonerò mai.</p>
<p>La madre di Joe era nell’altra stanza a preparare il caffè. Entrata nella sala da pranzo si sedette di fronte a lui e lo vide assorto nei suoi pensieri, lo sguardo perso e le dita al volto che nervosamente si agitavano intorno alla sua barba; come sempre quando era sovrappensiero, del resto.</p>
<p>“Tutto ok? A cosa stai pensando?” gli chiese.</p>
<p>“Niente” rispose Joe. Gli parve che fosse la risposta migliore da dare, o comunque ritenne che sarebbe suonata molto meno assurda di “Stavo solo avendo una conversazione immaginaria con la mia Depressione, mamma. Tutto ok un cazzo”.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/355/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=355&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/26/conversazione-con-la-mia-d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quattro nomi sulla lista (9a parte &#8211; finale)</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/20/quattro-nomi-sulla-lista-9a-parte-finale/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/20/quattro-nomi-sulla-lista-9a-parte-finale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=351</guid>
		<description><![CDATA[(clicca qui per leggere la 1a parte) (clicca qui per leggere la 2a parte) (clicca qui per leggere la 3a parte) (clicca qui per leggere la 4a parte) (clicca qui per leggere la 5a parte) (clicca qui per leggere la 6a parte) (clicca qui per leggere la 7a parte) (clicca qui per leggere la 8a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=351&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Quattro nomi sulla lista (1a parte)" href="../2010/11/19/quattro-nomi-sulla-lista-1a-parte/">(clicca    qui per leggere la 1a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (2a parte)" href="../2010/11/25/quattro-nomi-sulla-lista-2a-parte/">(clicca    qui per leggere la 2a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (3a parte)" href="../2010/12/01/324/">(clicca qui per leggere la 3a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (4a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/">(clicca    qui per leggere la 4a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (5a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/">(clicca    qui per leggere la 5a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (6a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/12/quattro-nomi-sulla-lista-6a-parte/">(clicca     qui per leggere la 6a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (7a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/16/quattro-nomi-sulla-lista-7a-parte/">(clicca      qui per leggere la 7a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (8a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/18/quattro-nomi-sulla-lista-8a-parte/">(clicca       qui per leggere la 8a parte)</a></p>
<p>Dentro la busta c&#8217;è una lettera; è scritta a mano.</p>
<p><em>Caro Francesco,</em></p>
<p><em>se stai leggendo questa lettera vuol dire che sono morto, e sei stato tu ad uccidermi, lo so.</em></p>
<p><em>Io non sono stato il padre che avrei dovuto essere e tu non sei diventato l&#8217;uomo che tua madre avrebbe voluto diventassi, di questo ero consapevole, ma fino a qualche giorno fa non avrei mai immaginato che saresti arrivato a tanto.</em></p>
<p><em>Ho saputo dei tuoi gravi debiti perché c&#8217;è ancora il mio nome come referente sul primo conto in banca che hai aperto quando ti sei trasferito; una settimana dopo esserne venuto al corrente ti sei presentato qui, senza preavviso e senza una spiegazione. Non tornavi a casa da quattro anni, non hai pensato che mi sarei insospettito? Ho trovato la pistola nascosta nella tua valigia, ti ho visto andare alla mia assicurazione; non so di preciso come hai in mente di cavartela, ma so che mi ucciderai per riscuotere la mia polizza.</em></p>
<p><em>Ti starai chiedendo perché non ho provato a fermarti se sapevo cosa avevi intenzione di fare. La verità è che questa era la mia ultima opportunità di fare il padre, l&#8217;ultima possibilità per provare ad educarti, insegnarti ad essere un uomo.</em></p>
<p><em>Per prima cosa ti voglio dire che non ti odio. Non ti ho mai odiato, anzi, ti ho sempre voluto bene. Non è perché ti odiassi che non sono più riuscito a comunicare con te dopo la morte di Chiara, o perché vederti mi facesse pensare a lei; il motivo è che non sapevo come fare perché tu eri diventato un&#8217;altra persona, una persona che mi faceva paura.</em></p>
<p><em>Francesco, la morte di tua madre ti ha rotto. Ti ha cambiato. Non so come dirlo in altre parole ma ti ha letteralmente rotto, come una macchina che non funziona più e nessuno sa come aggiustare. Puoi sembrare normale dall&#8217;esterno ma io ho vissuto con te quel momento e ti ho guardato dentro. E ci ho visto il buio assoluto. Sei diventato incapace di amare, ossessionato da cose che non hanno a che vedere con la vita vera; io non ho saputo fare qualcosa per tempo ed ora non posso che sperare che tu capisca queste mie parole e provi a guarire, ad aggiustarti da solo.</em></p>
<p><em>Un genitore deve saper dare una lezione al proprio figlio. Può sembrare cattiveria a volte, ma è una lezione mossa sempre dall&#8217;amore, mai dall&#8217;odio.</em></p>
<p><em>Io ho il cancro, Francesco. Me lo hanno diagnosticato tre mesi fa; è al cervello e non è operabile. Se tu non mi avessi ucciso avresti dovuto aspettare probabilmente non più di un paio di mesi che sopraggiungesse la mia morte naturale. Invece quei soldi dell&#8217;assicurazione non li avrai mai.</em></p>
<p><em>Sono andato all&#8217;assicurazione e ho liquidato la mia polizza. Ho venduto la casa; l&#8217;acquirente ha acconsentito di lasciarmi vivere lì i miei ultimi mesi in cambio di un grosso sconto sul suo valore effettivo. Inoltre ho ritirato tutti i soldi che avevo sul mio conto in banca. Ho dato tutto ad una fondazione per la cura dei tossicodipendenti.</em></p>
<p><em>Non è rimasto niente, Francesco, neanche un centesimo.</em></p>
<p><em>Come ti dicevo questa è la mia ultima possibilità di fare il padre ed insegnarti ad essere un uomo. Paga le conseguenze dei tuoi debiti; accetta la galera se questa sarà l&#8217;unica alternativa, passa con dignità i tuoi anni in prigione e quando ne esci ricomincia da zero; torna in paese, questa è casa tua; trova un lavoro onesto e fallo con dedizione; apri il tuo cuore alle persone, fatti una famiglia e prenditene cura. Sii uomo.</em></p>
<p><em>E se ti riesce, non odiarmi.</em></p>
<p><em>Addio Francesco.</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Con affetto,</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>papà</em></p>
<p>C&#8217;è una lacrima sul viso di Francesco. Stavolta non sta fingendo.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/351/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=351&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/20/quattro-nomi-sulla-lista-9a-parte-finale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quattro nomi sulla lista (8a parte)</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/18/quattro-nomi-sulla-lista-8a-parte/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/18/quattro-nomi-sulla-lista-8a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 15:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=348</guid>
		<description><![CDATA[(clicca qui per leggere la 1a parte) (clicca qui per leggere la 2a parte) (clicca qui per leggere la 3a parte) (clicca qui per leggere la 4a parte) (clicca qui per leggere la 5a parte) (clicca qui per leggere la 6a parte) (clicca qui per leggere la 7a parte) &#8220;Due appuntamenti d&#8217;affari ed un funerale&#8221;. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=348&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Quattro nomi sulla lista (1a parte)" href="../2010/11/19/quattro-nomi-sulla-lista-1a-parte/">(clicca   qui per leggere la 1a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (2a parte)" href="../2010/11/25/quattro-nomi-sulla-lista-2a-parte/">(clicca   qui per leggere la 2a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (3a parte)" href="../2010/12/01/324/">(clicca qui per leggere la 3a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (4a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/">(clicca   qui per leggere la 4a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (5a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/">(clicca   qui per leggere la 5a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (6a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/12/quattro-nomi-sulla-lista-6a-parte/">(clicca    qui per leggere la 6a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (7a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/16/quattro-nomi-sulla-lista-7a-parte/">(clicca     qui per leggere la 7a parte)</a></p>
<p>&#8220;Due appuntamenti d&#8217;affari ed un funerale&#8221;. Francesco è di ritorno dal funerale, quello di suo padre, ed è diretto al secondo appuntamento d&#8217;affari, quello con il notaio che formalizzerà il passaggio di proprietà dei beni del defunto.</p>
<p>Fingere cordoglio al funerale di Ugo è stata forse la parte più difficile di tutto il piano: al confronto il colloquio di ieri con la polizia è stato una passeggiata. I poliziotti avevano provato a contattarlo sin da mezzogiorno della mattina del decesso, dopo essere giunti sul luogo del delitto ed aver interrogato i vicini di casa di Ugo nonché la persona che aveva riportato la segnalazione al 113. Francesco non era in casa, non poteva esserci: era di ritorno da quella stessa scena del crimine e non sarebbe arrivato a Bologna prima delle quattro del pomeriggio; per questo aveva lasciato la segreteria telefonica di casa inserita ed aveva spento il cellulare. Alle cinque ha richiamato il comando di polizia al numero che gli era stato lasciato in un messaggio in segreteria e, quando l&#8217;agente dall&#8217;altra parte della cornetta gli ha riferito l&#8217;accaduto, ha risposto:</p>
<p>&#8220;Prenderò il primo treno diretto in Puglia stasera stessa. Sarò da voi domani mattina appena possibile&#8221;.</p>
<p>Così ieri mattina Francesco, ancora stordito dal quarto viaggio sull&#8217;asse nord-sud nell&#8217;arco di 36 ore, si è presentato al comando di polizia del paese alle dieci del mattino.</p>
<p>&#8220;Perché non ha risposto alle nostre chiamate e ci ha ricontattato solo nel pomeriggio?&#8221; è stata una delle domande del commissario.</p>
<p>&#8220;Ero appena tornato a Bologna dopo un viaggio in treno durante il quale non ho chiuso occhio. Prima di buttarmi sul letto ho spento il cellulare e inserito la segreteria al telefono di casa perché volevo dormire senza che nessuno mi disturbasse&#8221;</p>
<p>&#8220;A che ora è arrivato a Bologna?&#8221;</p>
<p>&#8220;Le sette del mattino&#8221;</p>
<p>Non si può dire che sia stato un interrogatorio, almeno non nel senso in cui lo si intende quando si pensa ad un indiziato agitato messo sotto torchio da uno sbirro con la pistola nella fondina ben in vista che gli punta una lampada in faccia. Francesco non era sospettato di nulla, la polizia aveva solo bisogno di confermare alcuni particolari di un caso che sembrava già chiuso.</p>
<p>Un quarto d&#8217;ora dopo che era uscito dalla stanza dicendogli di aspettare lì, il commissario è tornato.</p>
<p>&#8220;Abbiamo controllato la sua deposizione e tutto coincide con le informazioni che avevamo raccolto. Pensiamo di avere un quadro completo di quello che è accaduto e se vuole penso sia giusto che sappia come è morto suo padre&#8230; Altrimenti è libero di andare&#8221;</p>
<p>&#8220;No, la prego, mi dice cosa è successo. Che ci faceva quell&#8217;uomo in casa di mio padre?&#8221; ha risposto Francesco con una finta aria di dolore che gli è riuscita piuttosto bene.</p>
<p>&#8220;Beh, ecco, è una storia piuttosto singolare e suo padre è stato davvero sfortunato. L&#8217;assassino si chiamava Walter Commero, era un ragazzo di ventinove anni, tossicodipendente, già noto alla polizia per possesso di stupefacenti ed altri crimini minori. Era molto in debito con il suo spacciatore: nella sua abitazione abbiamo trovato la stanza sottosopra ed un biglietto anonimo di minaccia; lo spacciatore voleva i suoi soldi e Walter è andato nel panico. Aveva una pistola, non sappiamo dove l&#8217;abbia presa, fatto sta che si è travestito alla buona ed ha improvvisato una di quelle rapine di cui si sente ogni tanto alle Iene o a Striscia: citofonava alle abitazioni dicendo di essere del servizio tv e di dover controllare l&#8217;antenna, per poi minacciare il malcapitato con la pistola e derubarlo. Deve essere andato al condominio di suo padre sapendo che la maggior parte degli inquilini sono anziani. Aveva già provato a citofonare ad altri nel palazzo, ma non si sono fidati, suo padre invece si è lasciato trarre in inganno perché per pura coincidenza&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Oh mio dio, lui stava aspettando l&#8217;antennista ieri mattina!&#8221;</p>
<p>&#8220;Esatto. Infatti è stato il vero antennista, Marco Ferletti, il primo sulla scena del delitto. Ha bussato al citofono di suo padre ma nessuno rispondeva; il portone però era aperto perché nella serratura c&#8217;era la chiave di qualcuno che si era spezzata. Il signor Ferletti è entrato, è salito al secondo piano ed ha visto la porta dell&#8217;appartamento parzialmente aperta, l&#8217;ha spinta ed ha visto i corpi sul pavimento ed il sangue, così ha chiamato la polizia&#8221;</p>
<p>&#8220;Conosco Marco. Ero stato io a chiedergli di passare&#8230;&#8221; Francesco si era portato le mani al volto e fingeva addirittura qualche lacrima.</p>
<p>&#8220;Doveva passare alle dieci; quando Commero è arrivato suo padre deve aver pensato che fosse in anticipo. Secondo la nostra ricostruzione Commero teneva la pistola puntata al petto di suo padre mentre gli diceva di prendere tutti i soldi che aveva in casa; suo padre ha avuto un attimo di panico ed ha spinto Commero per provare a scappare. Nella caduta Commero ha urtato violentemente la testa contro un mobile ed è morto poco dopo per emorragia ma prima di cadere gli è partito un colpo che ha centrato suo padre nel cuore e gli è stato fatale. Mi dispiace molto, signor Marchi&#8221;</p>
<p>&#8220;Se fossi partito un giorno dopo sarei stato lì in quel momento e tutto questo non sarebbe successo&#8221;. La disperazione di Francesco era davvero convincente.</p>
<p>Adesso Francesco è nell&#8217;ufficio notarile. Il notaio si è allontanato per prendere dei documenti e lui fa fatica a trattenere una grossa risata. Nella sua testa sta ripassando mentalmente questi ultimi giorni: il piano, la lista, il pedinamento, le farse, la faccia tosta di mentire di fronte alla polizia e di fronte ai parenti che gli offrivano le condoglianze; è filato tutto liscio, il piano è stato perfetto, lui è stato perfetto. In questo momento prova un senso di soddisfazione assoluta, certamente più grande di quella che proverà quando firmando qualche foglio, tra pochi minuti, diventerà proprietario dell&#8217;appartamento di suo padre e del suo seppur misero conto in banca; forse più grande persino di quella che proverà quando tra qualche giorno l&#8217;agenzia accrediterà sul suo conto corrente il grosso del bottino ossia il premio dell&#8217;assicurazione sulla vita di Ugo, quasi un milione di euro! Una tale soddisfazione richiede una grossa risata liberatoria, ma non è ancora il momento. Ora bisogna chiudere con le scartoffie burocratiche e lasciare per sempre questo maledetto paese di provincia nel sud dell&#8217;Italia che gli ha portato solo dolore per tutta la vita. Qualche firma e in questo fottuto posto non ci metterà mai più piede.</p>
<p>Il notaio torna alla scrivania. Si siede e porge a Francesco una busta da lettera.</p>
<p>&#8220;Qui dentro c&#8217;è tutto quello che le spetta&#8221;</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/348/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/348/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=348&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/18/quattro-nomi-sulla-lista-8a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quattro nomi sulla lista (7a parte)</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/16/quattro-nomi-sulla-lista-7a-parte/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/16/quattro-nomi-sulla-lista-7a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=345</guid>
		<description><![CDATA[(clicca qui per leggere la 1a parte) (clicca qui per leggere la 2a parte) (clicca qui per leggere la 3a parte) (clicca qui per leggere la 4a parte) (clicca qui per leggere la 5a parte) (clicca qui per leggere la 6a parte) Il quarto nome sulla lista c&#8217;è già, c&#8217;è stato sin dall&#8217;inizio: La vittima: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=345&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Quattro nomi sulla lista (1a parte)" href="../2010/11/19/quattro-nomi-sulla-lista-1a-parte/">(clicca  qui per leggere la 1a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (2a parte)" href="../2010/11/25/quattro-nomi-sulla-lista-2a-parte/">(clicca  qui per leggere la 2a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (3a parte)" href="../2010/12/01/324/">(clicca qui per leggere la 3a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (4a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/">(clicca  qui per leggere la 4a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (5a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/">(clicca  qui per leggere la 5a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (6a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/12/quattro-nomi-sulla-lista-6a-parte/">(clicca   qui per leggere la 6a parte)</a></p>
<p>Il quarto nome sulla lista c&#8217;è già, c&#8217;è stato sin dall&#8217;inizio:</p>
<p>La vittima: Ugo Marchi.</p>
<p>Alle sei del mattino l&#8217;auto di Francesco è ferma nel vicolo del centro storico in cui abita Walter e per arrivare fin lì ha dovuto ignorare almeno un paio di divieti d&#8217;accesso, ma sono le sei del mattino, i divieti d&#8217;accesso non contano davvero alle sei del mattino.</p>
<p>Francesco si infila i guanti. Forza la serratura della porta con un cacciavite ed entra. L&#8217;abitazione è un monolocale scarsamente arredato, il letto è diviso dalla zona giorno da una tenda. Francesco supera silenziosamente la tenda, mette un panno imbevuto di cloroformio davanti alla bocca di Walter che si agita per qualche secondo preso di sorpresa dall&#8217;aggressione, salvo poi addormentarsi sotto l&#8217;effetto del sonnifero. Usare il cloroformio è il solo vero rischio che Francesco non ha potuto evitare di correre: stando alla serie tv, Dexter Morgan avrebbe consigliato un&#8217;iniezione di M99 perché agisce più rapidamente e più a lungo e, soprattutto, non lascia tracce. Il cloroformio, invece, sarebbe probabilmente rintracciabile ad un esame di laboratorio, ma nel disegno di Francesco la polizia si troverà di fronte una scena così chiara che non dovrà condurre nessuna analisi di laboratorio. Inoltre, dove cazzo se la procura una iniezione di M99? E poi si tratta della polizia di un paesino nel cuore della Puglia, non siamo mica a CSI.</p>
<p>Walter ha perso conoscenza. Francesco mette a soqquadro la stanza, senza però fare troppo rumore, poi carica in spalla il corpo inerme di Walter e, dirigendosi verso la porta, lascia un biglietto sul tavolo, dopo di che esce e carica Walter nel bagagliaio. Sul biglietto c&#8217;è scritto, con caratteri ritagliati da fogli di giornale, &#8220;pagami quello che mi devi o la prossima volta ridurrò te come ho ridotto casa tua&#8221;.</p>
<p>Pochi minuti dopo l&#8217;auto di Francesco è parcheggiata nel garage del condominio del padre. Francesco porta Walter di sopra in ascensore, entra nella stanza di Ugo ed utilizza il sonnifero anche su di lui. E&#8217; troppo presto per procedere: dovrà aspettare le nove e assicurarsi che nel frattempo nessuno dei due si svegli. Intanto ha tutto il tempo per svestire Walter e suo padre e mettere addosso al primo una tuta da lavoro ed un cappellino con scritto &#8220;servizi tv&#8221; ed al secondo una camicia ed un pantalone tra quelli che abitualmente indossa ogni mattina. Guarda l&#8217;orologio, sono le sette e venti. Si siede e aspetta.</p>
<p>Alle nove è davanti al portone d&#8217;ingresso del palazzo. Scorre i nomi sul citofono; quando arriva al nome Ceglia si ferma e suona: è il signor Giuseppe Ceglia, un anziano scorbutico e diffidente, di certo non aprirà.</p>
<p>&#8220;Chi è?&#8221;</p>
<p>&#8220;Salve, sono del servizio tv, sono qui per un controllo, mi potrebbe aprire? Devo dare un&#8217;occhiata alla sua antenna&#8221;</p>
<p>&#8220;Non mi hanno comunicato nulla. Si rivolga all&#8217;amministratore!&#8221;</p>
<p>Il signor Ceglia non apre.</p>
<p>Scorre ancora i nomi sul citofono e si ferma a Burenga. La signora Antonietta Burenga vive da sola con tre cani e nel corso degli ultimi tre anni è stata scippata, truffata (due volte) e derubata; ora finalmente sua figlia le ha insegnato a non fidarsi assolutamente di nessuno a meno che non si tratti di lei o di suo fratello; non aprirà.</p>
<p>&#8220;Chi è?&#8221;</p>
<p>&#8220;Salve, sono del servizio tv, sono qui per un controllo, mi potrebbe aprire? Devo dare un&#8217;occhiata alla sua antenna&#8221;</p>
<p>Click. La signora Burenga non apre.</p>
<p>Francesco apre il portone con la sua chiave, poi la spezza all&#8217;interno della serratura e torna nell&#8217;appartamento del padre.</p>
<p>I due corpi giacciono ancora lì addormentati. Prende quello di Ugo e lo posiziona nel salotto, gli punta la pistola al petto e spara. Ha fatto in modo che ci siano le impronte di Walter su quella pistola. Adesso posiziona il corpo di Walter, giusto di fronte a dov&#8217;era quello di Ugo prima del colpo, quindi ne sbatte violentemente la testa contro lo spigolo d&#8217;acciaio del tavolino del salotto. Aspetta giusto un paio di minuti e controlla il polso ad entrambi: non c&#8217;è battito, sono morti.</p>
<p>C&#8217;è sangue dappertutto, deve stare attento a non lasciare tracce con le scarpe mentre esce dall&#8217;appartamento lasciando la porta socchiusa.</p>
<p>Sono le nove e mezza e Francesco è di nuovo in auto diretto a Bologna.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/345/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/345/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=345&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/16/quattro-nomi-sulla-lista-7a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Luna</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/14/luna/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/14/luna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 18:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=342</guid>
		<description><![CDATA[Ieri durante la lezione del professor Tibera ho passato tutto il tempo a guardarla. Domenico se n&#8217;è accorto. &#8220;Ma va. Stavo guardando nella sua direzione solo adesso, per caso. Ero un attimo sovrappensiero&#8221; &#8220;Un attimo sovrappensiero un cazzo! Guarda i tuoi appunti: avrai scritto due righe in tre ore. A cosa stavi pensando? Stavi riformulando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=342&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri durante la lezione del professor Tibera ho passato tutto il tempo a guardarla. Domenico se n&#8217;è accorto.</p>
<p>&#8220;Ma va. Stavo guardando nella sua direzione solo adesso, per caso. Ero un attimo sovrappensiero&#8221;</p>
<p>&#8220;Un attimo sovrappensiero un cazzo! Guarda i tuoi appunti: avrai scritto due righe in tre ore. A cosa stavi pensando? Stavi riformulando la teoria della relatività?&#8221;</p>
<p>Ultimamente gli è presa la fissa della fisica e delle teorie complesse sul funzionamento dell&#8217;universo. L&#8217;altro giorno ha provato a dimostrare con una palla ed un righello che lo spazio fisico in cui viviamo non si concilia affatto con la geometria euclidea. Si è perso dopo due passaggi.</p>
<p>&#8220;Miki, il tuo problema è che non hai il coraggio di buttarti&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; una vita che cerco il coraggio di buttarmi!&#8221;</p>
<p>Da un palazzo. E&#8217; una vita che cerco il coraggio di buttarmi da un palazzo! Così è come avrei voluto formulare la frase; ho evitato quell&#8217;ultima parte perché Domenico diventa insopportabile quando parlo così: mi fa una predica infinita sul fatto che sono un pessimista, mi piango addosso e non so reagire. E comunque in realtà non è proprio una questione di coraggio. Quando sei lì sul cornicione e senti in faccia il vento forte che da queste parti si sente solo in cima ad un palazzo di otto piani, non è il coraggio che ti viene a mancare e che ti impedisce di buttarti. Non serve neppure, il coraggio, perché non c&#8217;è la paura. Quello che ti frega è il dubbio. E&#8217; quando inizi a pensare che magari il momento in cui le cose cominceranno ad avere un senso sta per arrivare; allora ti persuadi all&#8217;idea che sarebbe stupido aver sopportato &#8216;sta vita del cazzo per ventidue anni solo per poi andarsene un attimo prima che smetta di fare schifo. Così scendi dal cornicione, ti risiedi alla scrivania e aspetti, aspetti ed aspetti. E intanto non cambia un cazzo e tutto continua a non avere senso.</p>
<p>Adesso lei è al bancone del bar con lo scontrino in mano e cerca in vano di farsi notare dalla barista.</p>
<p>Faccio il mio scontrino alla cassa e mi avvicino al bancone. La barista mi nota subito e mi chiede cosa prendo.</p>
<p>&#8220;No, c&#8217;era prima la ragazza&#8221;</p>
<p>Lei si avvicina a me per porgere lo scontrino alla barista e ordina un caffè macchiato.</p>
<p>&#8220;Grazie&#8221; dice girandosi verso di me.</p>
<p>&#8220;Ti ho vista disperata e bisognosa di un caffè, non potevo rubarti il posto&#8221;</p>
<p>Sorride. Ha un bellissimo sorriso.</p>
<p>&#8220;E tu cosa prendi?&#8221; mi chiede la barista. Ci metto un attimo a mettere a fuoco la domanda: per un istante mi ero dimenticato del bancone, della barista, dello scontrino e della folla di studenti e professori che sgomitano per riuscire ad ordinare il caffè col quale iniziare la giornata. C&#8217;era solo lei.</p>
<p>&#8220;Un cappuccino &#8230;.&#8221; la barista si gira &#8220;&#8230; ed un crafen&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mi sa che il crafen non l&#8217;ha sentito&#8221; mi dice lei.</p>
<p>&#8220;Mi sa di no&#8221; le rispondo.</p>
<p>La barista si gira di nuovo e le porge il caffè. Io ne approfitto per ripetere &#8220;ed un crafen&#8221; e stavolta mi sente; ne prende uno dalla vetrina e me lo da.</p>
<p>&#8220;Mmmh&#8221; commenta lei storcendo il naso guardando quel concentrato di zucchero, crema e pastella fritta, &#8220;non ha l&#8217;aria di essere ipocalorico!&#8221;</p>
<p>&#8220;Scherzi? E&#8217; tutta salute. Come la reggi una giornata qua dentro senza una botta di calorie?&#8221;</p>
<p>&#8220;Già. A me però non piace. La mia brioche è il croissant alla marmellata&#8221;</p>
<p>&#8220;Old fashion!&#8221;</p>
<p>Sorride ancora.</p>
<p>&#8220;Comunque piacere, io mi chiamo Michele&#8221;</p>
<p>Le tendo la mano e mi trema la voce al pensiero che dopo due mesi che sospiro guardandola seduta tre file più in là ogni martedì mattina ed ogni venerdì pomeriggio, finalmente sto per scoprire che il suo nome è&#8230;</p>
<p>&#8220;Luna&#8221;</p>
<p>&#8220;Luna?&#8221;</p>
<p>&#8220;Luna!&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma che nome è? Perché i tuoi ti hanno chiamata così?&#8221;</p>
<p>&#8220;Boh, volevano essere originarli&#8221;</p>
<p>&#8220;Anche guidare il volante con i piedi è una cosa originale, ma ciò non vuol dire che sia una buona idea&#8221;</p>
<p>Ride. Mi piace vederla ridere. Sembra che tutto abbia un senso quando lei ride. E mi piace ancora di più averla fatta ridere, sapere che quella risata è in parte merito mio, che se per un attimo tutto avrà senso sarà stato in parte per merito mio.</p>
<p>&#8220;Dai, a me piace&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;No, scherzavo, è un bel nome. Insolito, ma un bel nome&#8221;</p>
<p>Vedo nei suoi occhi che l&#8217;ha preso come un complimento, e le ha fatto piacere. E&#8217; una bella sensazione.</p>
<p>&#8220;A che anno sei?&#8221;</p>
<p>&#8220;Terzo. Sbaglio o sei al terzo anche tu? Credo di averti vista al corso di Tibera&#8221;</p>
<p>Credo? Da dove salta fuori questa nonchalance? Non &#8220;credo&#8221; affatto, ne sono più che convinto!</p>
<p>&#8220;Sì, sì, ho Tibera. Allora siamo nello stesso corso. Ma di laboratorio hai Massi?&#8221;</p>
<p>&#8220;No, ho la Pallisa&#8221;</p>
<p>&#8220;Ah, ok, quindi sei nell&#8217;altro gruppo&#8221;</p>
<p>&#8220;Già&#8221;</p>
<p>La conversazione ristagna. Prendo un sorso dalla tazza di cappuccino. Dì qualcosa Miki, qualcosa di sensato, però. Non lasciar cadere un silenzio imbarazzante o lei finirà il suo caffè, ti dirà ciao ed andrà via, ed il momento migliore della giornata (ma che dico della giornata, dell&#8217;intero mese) sarà durato meno di un minuto.</p>
<p>&#8220;Sei di qui o vieni da fuori?&#8221;</p>
<p>&#8220;No sono fuori sede. Vivo in un appartamento con la mia coinquilina siciliana ed il nostro pastore tedesco&#8221;</p>
<p>&#8220;Spero almeno che i sermoni ve li traduca in italiano&#8230;&#8221;</p>
<p>Ride.</p>
<p>Odio sorprendere me stesso a dare peso alle teorie assurde di Domenico sulle donne. Il test della battuta idiota ha come presupposto due teorie: quella dei sette secondi e quella dell&#8217;umorismo.</p>
<p>La teoria dei sette secondi prende il nome dal tempo che intercorre tra il momento in cui una donna conosce un uomo ed il momento in cui decide se ci andrà mai a letto o meno, sette secondi per l&#8217;appunto. &#8220;Dopo sette secondi lei ha già deciso e non c&#8217;è niente che tu possa fare per farle cambiare idea. Forse solo farla ubriacare, ma non è detto che funzioni&#8221;.</p>
<p>Secondo la teoria dell&#8217;umorismo, invece, le donne non hanno assolutamente il benché minimo senso dell&#8217;umorismo. &#8220;Zero. Le donne ridono ai pettegolezzi, sorridono ai complimenti, ridono di gusto di fronte alle scene imbarazzanti altrui, ma sono totalmente incapaci di comprendere la satira, l&#8217;ironia, il sarcasmo ed ogni altra forma di reale umorismo. Come mai allora ridono? Semplice, hanno imparato il tempismo. Capiscono dal nostro tono che ci aspettiamo che ridano e, se hanno interesse, ci accontentano&#8221;.</p>
<p>A corollario di queste due teorie nasce il test della battuta idiota. &#8220;Se hai appena conosciuto una tipa e vuoi capire se avrai mai qualche chance di portarla a letto, è molto semplice: fai una battuta totalmente idiota. Se ride le possibilità sono due: o ci sta, oppure è stupida&#8221;.</p>
<p>Sarà che a furia di ascoltare le sue cazzate sto iniziando a credere alle teorie di Domenico, ma ho l&#8217;impressione di piacerle. E poi, onestamente, la battuta del pastore tedesco è veramente idiota.</p>
<p>Ok Miki, è il momento di chiederle il numero di telefono. Trova un pretesto. Un pretesto decente, però, non fare figure di merda.</p>
<p>&#8220;LUNA&#8221;</p>
<p>Una voce che proviene dall&#8217;ingresso del bar la sta chiamando.</p>
<p>&#8220;Luna, vieni, andiamo in aula a prendere i posti&#8221;</p>
<p>&#8220;Arrivo. Scusa, vado, sono le mie compagne&#8230; Allora ci vediamo a lezione di Tibera. Ciao Michele!&#8221;</p>
<p>&#8220;Ciao&#8221;</p>
<p>Si gira e se ne va. All&#8217;improvviso il bancone esiste di nuovo, la barista esiste di nuovo, la folla al bar esiste di nuovo ed io sono in piedi da solo a fissare le ultime gocce di cappuccino rimaste nella tazza. Il suo sorriso non c&#8217;è più e tutto ha ricominciato a non avere un senso.</p>
<p>In fondo Domenico ha ragione: il mio problema è che non ho il coraggio di buttarmi. Oggi, dopo lezione, appena arrivo a casa salgo sul cornicione e mi butto.</p>
<p>Deciso!</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/342/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/342/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=342&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/14/luna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quattro nomi sulla lista (6a parte)</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/12/quattro-nomi-sulla-lista-6a-parte/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/12/quattro-nomi-sulla-lista-6a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 13:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=339</guid>
		<description><![CDATA[(clicca qui per leggere la 1a parte) (clicca qui per leggere la 2a parte) (clicca qui per leggere la 3a parte) (clicca qui per leggere la 4a parte) (clicca qui per leggere la 5a parte) La voce elettronica all&#8217;interno del vagone dice &#8220;Pescara, stazione di Pescara&#8221; mentre il treno rallenta. Francesco è già di fronte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=339&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Quattro nomi sulla lista (1a parte)" href="../2010/11/19/quattro-nomi-sulla-lista-1a-parte/">(clicca qui per leggere la 1a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (2a parte)" href="../2010/11/25/quattro-nomi-sulla-lista-2a-parte/">(clicca qui per leggere la 2a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (3a parte)" href="../2010/12/01/324/">(clicca qui per leggere la 3a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (4a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/">(clicca qui per leggere la 4a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (5a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/">(clicca qui per leggere la 5a parte)</a></p>
<p>La voce elettronica all&#8217;interno del vagone dice &#8220;Pescara, stazione di Pescara&#8221; mentre il treno rallenta. Francesco è già di fronte alla porta e, non appena si apre, scende in tutta fretta e si dirige verso il parcheggio della stazione.</p>
<p>Il controllore del treno è passato due volte; alla prima, subito dopo la fermata di Foggia, ha confermato la prenotazione del posto che Francesco aveva fatto tramite internet e gli ha stampato una ricevuta: tutto risulta sul sistema informatico di Trenitalia, nessuno potrà dire che Francesco non ha preso quel treno in direzione Bologna.</p>
<p>La sua macchina è nel parcheggio da giorni, da quando ce l&#8217;ha lasciata dopo essere arrivato a Pescara in autostrada, salvo poi tornare immediatamente a Bologna con un treno senza prenotazione per poi ripartire nuovamente, sempre in treno, in direzione Puglia. Probabilmente nessuno andrà mai a controllare tutte queste informazioni sui suoi movimenti, ma, a guardare i film, è la scarsa attenzione a questi piccoli particolari che fa sì che la polizia ti incastri.</p>
<p>Francesco carica la valigia nel bagagliaio, sale in auto e mette in moto. Sono le due di notte, le strade di Pescara sono deserte, in dieci minuti sta già per imboccare l&#8217;autostrada.</p>
<p>Quella del trasferimento di Francesco Marchi a Bologna è una storia triste, una storia di morte, dolore, amore ed ossessione; soprattutto ossessione, a dire la verità: l&#8217;amore, a ben pensarci, forse c&#8217;entra poco.</p>
<p>Quando Francesco aveva tredici anni sua madre, Chiara, morì di incidente stradale, un mercoledì a targhe pari durante una settimana di circolazione a targhe alterne, dopo aver perso il controllo dell&#8217;auto per colpa di una brusca frenata sull&#8217;asfalto bagnato causata dalla manovra azzardata dell&#8217;unica auto a targa dispari in circolazione, quella con la quale il signor Rossi stava precipitosamente accompagnando sua moglie partoriente in ospedale. I coniugi Rossi non si resero conto di aver tagliato la strada a qualcuno e neppure seppero mai dell&#8217;incidente e di esserne stati i responsabili, eppure, per puro caso, quella notte diedero alla loro primogenita il nome Chiara.</p>
<p>La morte di Chiara lasciò Francesco e suo padre, Ugo Marchi, devastati da un dolore troppo grande e troppo personale da poter essere condiviso; e infatti non lo condivisero mai. Passata la fase più immediata del lutto, per un po&#8217; provarono a tornare ad una qualche parvenza di normalità, ma si parlavano a malapena e, col tempo, divennero due estranei che dividevano lo stesso tetto: mangiavano ad orari diversi, non si scambiavano mai una parola, neppure un saluto, non si guardavano neppure in faccia. Non se lo dissero mai, ma implicitamente e secondo qualche astruso meccanismo mentale si erano dati l&#8217;un l&#8217;altro la colpa per la morte di Chiara. Sembrava si contendessero il primato di chi stesse soffrendo di più la sua morte, e nessuno era in vantaggio.</p>
<p>L&#8217;uscita dell&#8217;autostrada segnala Chieti a due chilometri. &#8220;Che posto di merda&#8221; pensa Francesco mentre rivive nella sua mente l&#8217;odio che in quegli anni era arrivato a nutrire nei confronti di suo padre.</p>
<p>A diciassette anni Francesco si innamorò di Ester, una ragazza della sua stessa età che cominciò a frequentare il gruppo di Francesco quando di quel gruppo faceva parte una sua amica, Rebecca, una che portava sempre le scarpe coi tacchi perché quelle basse non riusciva ad allacciarle. Quando Francesco si dichiarò, Ester gli disse che sarebbero potuti essere soltanto amici perché lei portava fedeltà ad un ragazzo di cui era follemente innamorata. Si trattava di un ragazzo di Bologna conosciuto durante una vacanza studio in Inghilterra anni prima; il loro era soprattutto un rapporto epistolare, ravvivato di tanto in tanto da lunghe telefonate e brevi incontri durante l&#8217;estate, quando lui andava in villeggiatura al mare in Salento, ma Ester contava che avrebbero potuto finalmente stare insieme quando lei si sarebbe trasferita a Bologna per studiare giurisprudenza.</p>
<p>Francesco soffrì per quel rifiuto come se sua madre fosse morta una seconda volta. Finse di aver dato poca importanza alla cosa e restò in rapporti di amicizia con Ester, ma in realtà fu per lei, solo per lei che un giorno decise di mollare la scuola, dalla quale comunque non otteneva grandi risultati, e andare via dal paese. Si trasferì nel capoluogo emiliano dove fu assunto in una industria alimentare. Raccontò a tutti di essere stato contattato da quell&#8217;impresa dopo aver mandato il curriculum ad una agenzia di collocamento, ma in realtà si era messo in cerca di lavoro con il solo intento di andare lì, a Bologna, dove un giorno sarebbe venuta anche lei.</p>
<p>Quel giorno arrivò. Ester si trasferì e la sua storia con il ragazzo bolognese giunse rapidamente al capolinea quando si rese conto che lui non era certo rimasto ad aspettarla, anzi, aveva avuto più di una storia in passato ed ora frequentava stabilmente una ragazza  modenese più alta, più bella e più solare di Ester e che soprattutto, rispetto a lei, non aveva fatto voto di &#8220;conservare la propria virtù&#8221; (così diceva Ester) finché non fosse giunto il momento perfetto.</p>
<p>Come Francesco aveva sperato, il cuore di Ester era in pezzi e lui era lì a raccoglierne i cocci. Una sera, dopo aver bevuto qualche bicchiere di vino di troppo, Ester e Francesco guardavano un film malinconico. Mentre fissava le immagini dentro lo schermo, nella mente di Ester la storia della protagonista si mischiò con la sua, il vino si mischiò con le lacrime versate, il ragazzo che le era accanto si mischiò con quello che un tempo le aveva detto di amarla ed il momento della tristezza si mischiò con la sua idea di momento perfetto. Si buttò tra le braccia di Francesco e disse fanculo alle sue stupide convinzioni, fanculo alle sua stupida prudenza, fanculo alla sua stupida verginità.</p>
<p>La mattina dopo Francesco svegliò Ester lanciandole i suoi vestiti in faccia e le disse:</p>
<p>&#8220;Cosa ci fai ancora nel mio letto? Vestiti e vattene!&#8221;</p>
<p>Ester andò via piangendo e i due non si parlarono mai più.</p>
<p>Mi sbagliavo: è una storia di ossessione e risentimento, l&#8217;amore non c&#8217;entra proprio nulla.</p>
<p>Francesco ha appena superato l&#8217;uscita per Vasto e vede la segnalazione di un Autogrill a cinquecento metri. Non è il caso di fermarsi: il tempo e poco e gli le stazioni di servizio sono piene di telecamere; se dovesse esserci anche una possibilità su un miliardo che la ripresa di una di quelle telecamere possa mandare in fumo il suo alibi, è pur sempre meglio evitare anche quella singola probabilità. Se poi teniamo conto della legge di Murphy&#8230;</p>
<p>A ventitré anni Francesco si licenziò dal posto di lavoro per aprire una sua attività. La sua nuova ossessione erano i soldi ed il successo. &#8220;Devi spendere soldi per fare soldi&#8221; diceva spesso, ed è una regola in cui credeva davvero, perché la applicò alla lettera. Spese soldi, un sacco di soldi, soldi che non aveva e che un giorno avrebbe dovuto restituire ad una banca. Fece soldi, un sacco di soldi; per i primi anni il ritmo con il quale faceva soldi teneva testa a quello con il quale li spendeva. Poi però bastarono un paio di investimenti sbagliati, l&#8217;essersi fidato di un paio di persone di cui non avrebbe dovuto fidarsi, e all&#8217;improvviso i soldi fatti si rivelarono molti di meno dei soldi spesi. Troppi di meno. Ottocento mila euro di meno.</p>
<p>Adesso quegli ottocentomila euro gli servono; in fretta.</p>
<p>Una settimana fa Francesco era in un bar ed un tipo, un cero Carlo, gli ha chiesto se fosse tornato in Puglia per lavoro o per famiglia. Francesco ha risposto &#8220;entrambi&#8221;, ma la risposta più precisa sarebbe stata “due appuntamenti d’affari ed un funerale”. Il primo appuntamento d&#8217;affari lo aveva avuto proprio qualche ora prima di entrare in quel bar, quando era andato all&#8217;agenzia di assicurazioni del padre a controllare lo stato della polizza sulla vita del signor Ugo Marchi. Si tratta di una polizza che Ugo aprì poche settimane dopo la morte di sua moglie, come a voler ricostruire una piccola stanza di certezza nel mondo che gli era crollato addosso. Dopo i 65 anni quella polizza darebbe a Ugo una mensilità utile ad arrotondare consistentemente la pensione, ma se lui dovesse morire ora&#8230; beh, in  quel caso il premio sfiorerebbe il milione di euro, una cifra che, come verificato nel corso di quel primo appuntamento d&#8217;affari, andrebbe all&#8217;unico beneficiario: Francesco Marchi.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/339/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/339/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=339&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/12/quattro-nomi-sulla-lista-6a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quattro nomi sulla lista (5a parte)</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 17:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=334</guid>
		<description><![CDATA[(clicca qui per leggere la 1a parte) (clicca qui per leggere la 2a parte) (clicca qui per leggere la 3a parte) (clicca qui per leggere la 4a parte) &#8220;Questo ha la faccia di uno che ha una vita stabile; sicuramente ha un lavoro non male, una moglie, dei figli. Non va bene, porca miseria&#8221; pensa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=334&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Quattro nomi sulla lista (1a parte)" href="../2010/11/19/quattro-nomi-sulla-lista-1a-parte/">(clicca qui per leggere la 1a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (2a parte)" href="../2010/11/25/quattro-nomi-sulla-lista-2a-parte/">(clicca qui per leggere la 2a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (3a parte)" href="../2010/12/01/324/">(clicca qui per leggere la 3a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (4a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/">(clicca qui per leggere la 4a parte)</a></p>
<p>&#8220;Questo ha la faccia di uno che ha una vita stabile; sicuramente ha un lavoro non male, una moglie, dei figli. Non va bene, porca miseria&#8221; pensa Francesco osservando l&#8217;uomo inquadrato nel mirino della sua Nikon D300.</p>
<p>E&#8217; seduto al posto del conducente nell&#8217;auto di suo padre, parcheggiata alla distanza giusta per non farsi vedere da chi sta guardando; è il teleobiettivo professionale con il suo potentissimo zoom che gli permette questo, lo ha comprato una settimana fa.</p>
<p>Nonostante la professionalità assoluta con la quale sta pedinando Joker da due giorni, Francesco non è ancora riuscito a trovare il suo terzo nome. Da dove salti fuori questa professionalità è un mistero anche per lui, fatto sta che Joker non sembra essersi minimamente accorto di essere costantemente seguito dalla Citroen nera guidata da Francesco, e che questi ha già scattato molte foto di una decina di clienti di Joker. Il nome che cerca è quello di una persona sola, povera e possibilmente abbastanza malfidata. Certo, non si aspetta di trovare queste informazioni ed il nome della persona stampati sulla sua faccia, è per questo che scatta le foto e segna su un&#8217;agenda i luoghi e gli orari degli appuntamenti con Joker: quando avrà individuato dei soggetti potenzialmente adatti partirà da quel che ha per trovare maggiori informazioni su di loro. Il tutto potrebbe richiedere poche ore oppure giorni e giorni, Francesco lo sa, ma è convinto che troverà il nome giusto; inoltre molte delle facce che compaiono nel mirino della sua Nikon le conosce già, e questo semplifica notevolmente la prima scrematura.</p>
<p>Joker va a piedi lungo la strada che porta dal campo sportivo alle mura sud della vecchia fortificazione della città. Francesco lo segue a distanza, lo perde ad un incrocio, lo ritrova, si ferma quando lui si ferma ed incontra un altro cliente. Francesco prende subito la Nikon e inquadra.</p>
<p>&#8220;Niente da fare, questo è Mimmo il fruttivendolo!&#8221;</p>
<p>Mimmo il fruttivendolo non è decisamente la persona adatta. E&#8217; un bonaccione, una persona semplice, uno che ha sempre fatto le cose così, alla buona, pensando a guadagnare il giusto per campare e mai qualcosa di più. Un giorno i carabinieri gli hanno fatto una multa perché sulle etichette (se di etichette si poteva parlare) dei suoi prodotti non era indicata la provenienza.</p>
<p>&#8220;E&#8217; una legge in vigore ormai da più di un anno; fin&#8217;ora abbiamo chiuso un occhio ma è ora che lei si adegui alla normativa: domani vogliamo vedere la provenienza scritta sotto ogni prodotto&#8221; gli avevano detto.</p>
<p>Fu così che il giorno dopo sul pezzo di cartone strappato e infilato di traverso sulla cassetta dei pomodori sul camion di Mimmo i passanti potevano leggere: &#8220;Pomodori freschi, 2 € al kg. Provenienza: la campagna di mia suocera&#8221;.</p>
<p>Comunque Mimmo non solo ha una moglie e tre figli, ma a casa sua vivono anche la suocera e la cognata; inoltre non sarà di certo pieno di soldi, ma non è il tipo che si indebita fino al collo. Sicuramente, pensa Francesco, non è neppure un cliente fisso di Joker; avrà comprato un po&#8217; d&#8217;erba giusto per fare serata in campagna con gli amici guardando la nazionale in TV. Decisamente non è il nome che Francesco sta cercando.</p>
<p>Joker se ne va, bisogna ricominciare il pedinamento.</p>
<p>Qualche minuto più tardi Joker entra in una viuzza del centro storico. Francesco parcheggia alla meno peggio e corre verso la stessa strada, sperando di non averne perso le tracce. Lo rivede una ventina di metri più in là quando si infila in un vicolo lastricato; é troppo vicino, meglio fermarsi. Si sfila la Nikon dal braccio e la impugna, posa l&#8217;occhio sul mirino e direziona l&#8217;obiettivo su Joker, che ora è fermo di fronte alla porta di un vecchio fabbricato ad un solo piano. Joker aspetta finché dalla porta viene fuori un uomo; Francesco fatica a vederne il volto mentre i due si parlano e si scambiano qualcosa, poi, un attimo prima di rientrare, l&#8217;uomo si gira verso Francesco, che finalmente riesce a vederlo.</p>
<p>&#8220;Walter Commero, cazzo, è perfetto!&#8221; pensa Francesco mentre mette via la macchina fotografica e torna di fretta sui suoi passi prima che Joker si accorga di qualcosa.</p>
<p>Walter è davvero perfetto. Viene da chiedersi come mai a Francesco non sia venuto in mente prima perché si tratta di un personaggio le cui vicende sono ben note in paese. I genitori di Walter possiedono una farmacia in centro e provengono da famiglie molto agiate; dopo aver concluso il liceo con una bocciatura ed un voto di maturità appena sufficiente, Walter si trasferì a Bari ed entrò a medicina copiando le risposte del test d&#8217;ingresso che in qualche modo il padre era riuscito a fargli arrivare sfruttando le sue conoscenze all&#8217;università. Dopo due anni di frequenza, però, Walter era fuori corso di due anni esatti, così il padre lo obbligò a tornare in paese e lavorare part-time nella farmacia, sperando che in questo modo sarebbe riuscito a tenerlo sotto controllo e farlo studiare. Il dottor Commero, però, non si era reso conto che i due anni nella grande città avevano fatto di suo figlio un cocainomane lavativo e anche vagamente esaurito; non se ne rese conto fino a quando, un autunno, non si verificò una strana ondata di gravidanze indesiderate tra i clienti della farmacia. Fu così che il dottor Commero scoprì che Walter, quando rimaneva qualche minuto da solo nel negozio, usava bucare i preservativi in vendita.</p>
<p>Walter smise di lavorare nella farmacia e a distanza di qualche tempo abbandonò definitivamente l&#8217;università e fu cacciato di casa.</p>
<p>&#8220;Adesso ti trovi un lavoro e impari a vivere da solo&#8221; gli aveva detto il padre, e lui, con la sua aria da imbecille, si era limitato a rispondere &#8220;ok&#8221;.</p>
<p>Fatto sta che a distanza di tre anni Walter è trentenne, disoccupato, cocainomane, solo, maleodorante e, a giudicare dalle volte in cui lo si vede in piazza parlare da solo, contare le mattonelle della pavimentazione e sbattere volontariamente la testa contro i pali della luce, pazzo.</p>
<p>&#8220;Devo andare a casa a prepararmi, domani inizia l&#8217;ultima fase del piano&#8221; dice a se stesso ad alta voce Francesco mentre rimette in moto la Citroen nera. Deve soltanto telefonare a Marco e chiedergli di passare da casa del padre dopodomani alle dieci per controllare l&#8217;antenna perché la tv non funziona di nuovo, dopo di che è il caso che si metta a letto e si riposi per bene perché domani sera dovrà prendere un treno per Bologna e da quel momento in poi il tempo per dormire scarseggerà.</p>
<p>Intanto dalla sua lista mentale può depennare anche la voce numero tre:</p>
<p>Il capro espiatorio: Walter Commero.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/334/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/334/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=334&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/09/quattro-nomi-sulla-lista-5a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quattro nomi sulla lista (4a parte)</title>
		<link>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/</link>
		<comments>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 16:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EsseP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://pisciacontrovento.wordpress.com/?p=330</guid>
		<description><![CDATA[(clicca qui per leggere la 1a parte) (clicca qui per leggere la 2a parte) (clicca qui per leggere la 3a parte) Riccardo Sulmino, detto &#8220;Joker&#8221;, è un ragazzo di appena vent&#8217;anni e vive in paese da tre, da quando si è trasferito con la madre a casa dei nonni. Nella grande città era solo un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=330&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Quattro nomi sulla lista (1a parte)" href="../2010/11/19/quattro-nomi-sulla-lista-1a-parte/">(clicca qui per leggere la 1a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (2a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/11/25/quattro-nomi-sulla-lista-2a-parte/">(clicca qui per leggere la 2a parte)</a></p>
<p><a title="Quattro nomi sulla lista (3a parte)" href="http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/01/324/">(clicca qui per leggere la 3a parte)</a></p>
<p>Riccardo Sulmino, detto &#8220;Joker&#8221;, è un ragazzo di appena vent&#8217;anni e vive in paese da tre, da quando si è trasferito con la madre a casa dei nonni. Nella grande città era solo un moccioso che passava le giornate in strada, mentre il sole rovente si abbatteva sulla desolazione assoluta degli enormi spazi vuoti intorno alle case popolari, e scimmiottava il modo di parlare dei ragazzi più grandi, quelli con la canottiera, i tatuaggi, il medaglione d&#8217;oro che poi non era d&#8217;oro ed il cappellino girato al contrario; quelli che iniziavano la giornata con in tasca una bustina di plastica e la finivano con la bustina vuota e la tasca piena di soldi, quasi tutti destinati a qualcun&#8217;altro, qualcuno di più importante. Il soprannome &#8220;Joker&#8221; glie lo avevano dato loro dopo che il cuginetto di Riccardo, giocando con il cassetto degli attrezzi, aveva preso in mano la pinzatrice e gli aveva spillato le guancie con due punti vicino alla bocca, lasciandogli un segno simile al sorriso di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton. Strani i bambini!</p>
<p>Il padre di Riccardo, Michele, aveva una focacceria che all&#8217;inizio non andava neppure tanto male. Col tempo però Michele cominciò a sfornare sempre meno focacce ed a chiudere sempre un po&#8217; prima; negli ultimi tempi non faceva neanche più caso ai clienti, li serviva distrattamente e con sgarbo e guardava in continuazione l&#8217;orologio, poi, non appena l&#8217;ultimo pezzo di focaccia era stato venduto, chiudeva il negozio in fretta e furia, metteva in tasca l&#8217;incasso e correva a giocarselo a carte in una bisca clandestina. Il più delle volte ce lo rimetteva tutto, l&#8217;incasso, se non anche qualcosa di più. Sua moglie lo lasciò il giorno in cui lo vide tornare a casa a piedi perché si era giocato anche la macchina.</p>
<p>&#8220;Avevo doppia coppia di donne e dieci! Cosa avrei dovuto fare?&#8221;</p>
<p>&#8220;Full!&#8221; rispose la moglie mentre faceva le valige per se e per Riccardo per tornarsene a casa dei suoi.</p>
<p>Giunto in paese Riccardo si trovò a fare i conti con una realtà troppo diversa da quella alla quale era abituato. Avrebbe potuto adattarsi, smettere di essere il moccioso che sogna di essere come quelli che sognano di essere qualcuno, invece decise di assecondare lo stereotipo del ragazzo di strada che viene dalla periferia della grande città. Fu così che il giorno in cui il preside della sua nuova scuola lo convocò nel suo ufficio per parlare della sua pessima condotta e delle sue innumerevoli assenze, lui gli puntò un coltellino alla gola e gli disse:</p>
<p>&#8220;A Joker non frega un cazzo di questa scuola di merda&#8221;</p>
<p>Fu espulso ma non fu mai denunciato e a scuola non ci mise mai più piede.</p>
<p>Marco mette in moto senza aspettare che Francesco si sia allacciato la cintura, esce dal parcheggio e gira a destra al primo incrocio.</p>
<p>&#8220;Pare non ci sia bisogno che tu venga a casa, il televisore adesso funziona bene, almeno così sembra. Evidentemente non si trattava dell&#8217;antenna&#8221;</p>
<p>&#8220;Quale antenna? Ah, sì. Ok&#8221;</p>
<p>Al fondo della discesa Marco gira a sinistra, poi prosegue dritto, supera il passaggio a livello e giunge alla rotatoria. Francesco vede la lunghissima coda di auto che intasano l&#8217;incrocio e pensa che lì un tempo la rotatoria non c&#8217;era, adesso c&#8217;è e l&#8217;ingorgo del traffico è esattamente lo stesso. Urbanisti del comune di merda!</p>
<p>&#8220;Così ora tiri coca eh? Si dice che a Bologna sei diventato un uomo d&#8217;affari importante. Cos&#8217;è, hai cominciato a pippare per non sentirti escluso in mezzo ai pezzi grossi?&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; un ambiente strano, dove conta soprattutto l&#8217;apparenza. E&#8217; un ambiente dove devi spendere soldi per fare soldi&#8221;</p>
<p>&#8220;Fai attenzione con quella roba comunque, occhio a non andarci sotto!&#8221;</p>
<p>Finalmente i due riescono a girare a sinistra ma il traffico è un inferno anche sulla strada che dalla stazione porta alla statale extraurbana che scende fino al mare. Marco imbocca la strada secondaria a sinistra e poi svolta a destra e si ferma nel grande spazio vuoto alle spalle della nuova chiesa alla periferia del paese.</p>
<p>Joker è lì che li aspetta, all&#8217;ombra, poggiato contro un muro; guarda a destra, poi a sinistra, e si infila nella macchina di Marco.</p>
<p>&#8220;Bella Joker, lui è Francesco, lo conosco, vai tranquillo non è uno sbirro&#8221;</p>
<p>&#8220;Piacere, Francesco&#8221;</p>
<p>&#8220;Joker. Marco metti in moto, fai la circonvallazione e vai verso la piazza del mercato; ho un amico che mi aspetta lì&#8221;</p>
<p>I tre sono di nuovo sulla strada di prima, il traffico è sempre peggio. La curva a metà della salita che porta alla villetta della vecchia chiesa di Sant&#8217;Antonio è il punto più critico: il negozio di ferramenta che c&#8217;è in quel punto, o meglio quello che era partito come un negozio di ferramenta, ormai da anni vende fiori, abbigliamento estivo, ombrelloni, tavoli e qualunque altra cosa possa passare per la testa di comprare a chiunque in qualunque momento. L&#8217;effetto è che gli oggetti in vendita hanno progressivamente occupato prima il marciapiede, poi la banchina ed ora mezza carreggiata; le auto sono costrette a passare una alla volta e per di più pochi metri più in là c&#8217;è un incrocio pericoloso; gli ingorghi e le liti tra automobilisti sono all&#8217;ordine del giorno. Un anno fa la figlia del proprietario del negozio si è sposata. Matrimonio in grande stile, dalla cerimonia all&#8217;abito al ricevimento al viaggio di nozze: tutto fastosissimo, pacchianissimo e costosissimo. Il padre della sposa ha speso una valanga di soldi per rendere felice sua figlia nel giorno più importante della sua vita. La ragazza ha divorziato dopo soltanto due mesi ed è andata via dal paese con grande dolore del padre. Karma!</p>
<p>&#8220;Ce li avete i soldi?&#8221;</p>
<p>&#8220;50 euro più i 100 che ti dovevo. Sono nel bracciolo-portaoggetti, ci sono anche i suoi 150, prendili&#8221;</p>
<p>&#8220;Perfetto, lascio la roba qui. Se vuoi dare un&#8217;occhiata infilati un attimo in una strada più tranquilla&#8221;</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è bisogno, mi fido. E si fida anche lui, vero Frà?&#8221;</p>
<p>Francesco si limita ad annuire. In realtà che in quella bustina ci sia la quantità pattuita gli interessa relativamente poco: non fa un grande uso di cocaina, non più quanto meno. C&#8217;è stato un tempo in cui quella quantità gli sarebbe durata due giorni, adesso gli andrebbe bene per due settimane, anche di più; probabilmente non la finirà neppure tutta, meglio non rischiare di tenere in casa del padre roba del genere. Il motivo per cui si trova in questa macchina, in questo momento, è capire chi è questo Joker e come si muove, la bustina è del tutto secondaria.</p>
<p>Squilla il cellulare di Joker. Lo tira fuori e controlla il numero; non risponde: richiamerà lui in un secondo momento, probabilmente da una cabina telefonica. Mentre Joker lo rimette in tasca, Francesco pensa che la rubrica di quel cellulare è una lunga lista di nomi e numeri; a lui i numeri non interessano, gli serve uno di quei nomi, soltanto uno.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pisciacontrovento.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pisciacontrovento.wordpress.com/330/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pisciacontrovento.wordpress.com/330/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pisciacontrovento.wordpress.com&amp;blog=3670320&amp;post=330&amp;subd=pisciacontrovento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://pisciacontrovento.wordpress.com/2010/12/04/quattro-nomi-sulla-lista-4a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8794057d25d94d8b8f39dbe4f815c949?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">EsseP</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
